Chiusura della struttura per pellegrini La Torretta, Barelli: "Grave perdita per la città, incontrerò i gestori per cercare soluzioni"
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"Come assessore al Turismo - ha dichiarato Barelli - sono rammaricato e ho già contattato i gestori. Voglio confrontarmi con loro e magari vedere se è possibile trovare soluzioni alternative per non perdere il know how di questa esperienza”. Tanti viterbesi hanno accolto con dispiacere la decisione presa e si augurano un ripensamento da parte del convento della Trinità.

“La chiusura della struttura d’accoglienza per i pellegrini La Torretta è veramente una brutta notizia per la città”. Questo il commento dell’assessore al Turismo del comune capoluogo Giacomo Barelli.

“Perdiamo un’eccellenza dell’accoglienza per il pellegrino sulla via Francigena – continua Barelli -. Non entro nel merito delle vicende tra privati. Esprimo il mio ringraziamento per tutto ciò che i gestori hanno fatto in questi anni su e per la via Francigena”.

Dopo sei anni di attività l’ospitale La Torretta chiude i battenti, ma non per volere dei gestori della struttura che hanno manifestato il proprio dispiacere con un post su Facebook. A prendere la decisione il nuovo priore della comunità conventuale della Trinità, che ha ritenuto che non ci siano più le condizioni per proseguire questa attività.

“Ho avuto modo di visitare di persona la struttura. All’interno mi è capitato d’incontrare gente, pellegrini, provenienti davvero da tutto il mondo. Ho visto americani, norvegesi, tedeschi. E’ una grande perdita per Viterbo che non ha più un luogo dove per sei anni è stato possibile ricevere un’accoglienza vera da pellegrino per quanti, in transito sulla via Francigena, hanno deciso di recarsi nella struttura. Come assessore al Turismo sono rammaricato e ho già contattato i gestori. Voglio confrontarmi con loro e magari vedere se è possibile trovare soluzioni alternative per non perdere il know how di questa esperienza”.

Tanti viterbesi hanno accolto con dispiacere la decisione presa e si augurano un ripensamento da parte del convento della Trinità.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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