Chiusura del centro storico, Micci (Lega): "Spuntano vasi che bloccano strade senza nessun atto amministrativo"
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VITERBO - “In fila per sei col resto di due”: poteva essere un’idea, ma quella di Frontini è l’amministrazione del cambiamento, e dunque le fioriere di piazza del Plebiscito diventano in fila per due, al centro di piazza del Plebiscito, col resto di cinque, tre all’ingresso di via Roma, una, a sorpresa, al centro di via san Lorenzo - così il consigliere della Lega a Palazzo dei Priori Andrea Micci -".

VITERBO – “In fila per sei col resto di due”: poteva essere un’idea, ma quella di Frontini è l’amministrazione del cambiamento, e dunque le fioriere di piazza del Plebiscito diventano in fila per due, al centro di piazza del Plebiscito, col resto di cinque, tre all’ingresso di via Roma, una, a sorpresa, al centro di via san Lorenzo – così il consigliere della Lega a Palazzo dei Priori Andrea Micci -“.

“Cambia la rima – continua il consigliere -, ma non il senso: isole pedonali e ztl a Viterbo oramai sembrano una filastrocca. O meglio un indovinello. Che nessuno riesce a risolvere. Segui il vaso e trovi l’isola. Forse. Sembra facile, ma non lo è. Perché i vasi spuntano come funghi. Sembra un gioco di prestigio con le carte. Un attimo prima non c’è nulla e un istante dopo trovi una gigantesca fioriera che impedisce il passaggio a via san Lorenzo nonostante il varco indichi che si può transitare.

L’isola si vede, ma non c’è: con quale atto amministrativo è stata disposta? Quando è stata cambiata la viabilità? Come passeranno i residenti e i mezzi di soccorso? Da chi governa la città assoluto silenzio. Sono finiti i tempi in cui il sindaco veniva in consiglio comunale a riferire sulla chiusura del centro storico, affrontando proteste e malcontenti.

È il cambiamento. È il patto civico: che non litiga e non discute. È una grande famiglia. E anche le isole pedonali si “lavano” in famiglia. Senza dire niente a nessuno. Al cittadino comune non resta che provare a indovinare, inseguendo la fioriera di giornata. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi e, dunque, nel silenzio tombale di palazzo dei Priori sul destino del centro storico: chiuso, aperto o semichiuso, spuntano 120 mila euro dall’assestamento di bilancio.

Utilizzo: acquisire un varco elettronico a Porta Romana. Non parliamo di un semaforo. Si tratta di un dispositivo che, se acceso, chiude il traffico veicolare sull’asse viario via Garibaldi, via Cavour, via Ascenzi. Una rivoluzione: chiudere la città a iniziare dalle porte.

Un tema su cui, ad oggi, regna un assoluto silenzio. Nessuna notizia, nessun confronto, nessuno scambio di idee con l’opposizione e con la città. L’amministrazione della partecipazione e dell’ascolto è servita. Per capire cosa farà Viterbo 2020 e la sua leader, cioè la sindaca Chiara Frontini, non resta che affidarsi a un veggente, ossia qualcuno in grado di prevedere qualcosa che non ha ancora preso forma nel presente.

Cioè l’idea di chiusura del centro storico che la maggioranza Frontini evidentemente non ha. E per questo, forse, si affida al valzer dei vasi a piazza del Plebiscito. Gira qua e rigira di là, alla fine qualcosa, forse, fiorirà”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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