
VITERBO – La chiusura del centro storico del capoluogo è stata messa sul tavolo di Palazzo dei Priori. Un tema tanto importante quanto pesante. L’approccio scelto dall’amministrazione Frontini è quello tecnico, come funziona in questo genere di situazioni. La scelta politica è essenzialmente, in questo momento, una: avviare uno studio su cui ragionare e approdare alle decisioni che saranno ritenute opportune (e qui ritorniamo al piano politico).
I fatti dicono che in data 19 luglio la giunta Frontini ha dato un’indirizzo politico agli uffici comunali affinché venga predisposto un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Un fatto che di per sé non può che essere considerato positivo ma anche necessario. Che le cose nel centro storico non funzionino dovrebbe essere evidente a tutti. Che i problemi siano strutturali dovrebbero comprenderlo anche le menti più mediocri. Che c’è bisogno di uscire dall’immobilismo e iniziare a prendere una direzione diversa dovrebbe essere chiaro ancora ai più.
Ma come da tradizione appena un sindaco di Viterbo decide, con la legittimità del mandato elettorale ottenuto dalla maggioranza dei viterbesi, finisce inevitabilmente per diventare bersaglio. Bersaglio di chi, non si sa bene in nome di cosa, semplicemente vuole mantenere lo status quo. Così chi amministra finisce per venire attaccato, a volte insultato e la solita trafila di basso livello a cui anche in passato siamo stati abituati. Senza sapere nulla su quello che accadrà in molti diventano espertissimi di come si gestiscono i centri storici, di come funziona la vita e il più variegato “bla bla bla”. Non manca chi inizia a “minacciare” il trasferimento del proprio negozio in periferia, chi recrimina una cosa piuttosto che un’altra. Poi su tutto questo tendono a tuffarsi politici, che probabilmente tengono più al proprio ego che alla città, che anziché invitare alla ragionevolezza e attendere i giusti tempi per avanzare critiche e controproposte iniziano a sbraitare, ergendosi a paladini del popolo (il modello Masaniello è sempreverde), e a impostare la propria cavalcata politica nell’ormai illusoria speranza di acchiappare consensi.
Così in poco tempo si genera una confusione che non serve a nessuno. Un fiume di chiacchiere sterili che sono della stessa matrice di quelle che da decenni bloccano la città di Viterbo e le possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita per la stragrande maggioranza dei cittadini. Lavorare al miglioramento della città e per questo chiedere progetti è un qualcosa di positivo, sempre. Che l’attuale amministrazione lo abbia fatto su un tema così delicato come il centro storico è qualcosa di prezioso, che è nelle corde di chi davvero ama Viterbo. Certo arrivare alla decisione finale sarà un lavoro complesso ma aizzare i cani all’inizio del cammino evidenzia tutta la malafede di chi in queste ore sta parlando e scrivendo dove può con un solo intento: un inutile e interessato attacco politico. Un attacco che però non fa male a Chiara Frontini, di cui potremmo anche fregarcene, ma fa male a Viterbo.


















