
La chiusura del centro storico dello scorso week-end è ancora calda e in questi giorni in città se ne sta parlando molto. Abbiamo raccolto apprezzamenti e critiche e abbiamo cercato di capire cosa potrebbe essere utile mettere in evidenza per correggere il tiro.
La prima cosa che ci è stata segnalata da molti riguarda la segnaletica informativa. Nei giorni scorsi sono usciti diversi articoli sulla stampa locale nei quali è stata annunciata la Ztl a fasce orarie in alcune zone. Il problema è che non tutti leggono i giornali e che spesso molti sono piuttosto smemorati. E’ così che lo scorso sabato, così ci hanno segnalato diversi, sono andate in onda scene turche sugli schermi di Porta Romana. Diversi automobilisti infatti si accorgevano all’ultimo delle transenne e dei cartelli, reagendo di fantasia in inversioni e tagli spericolati della carreggiata. Di fatto a segnalare la chiusura al traffico erano stati apposti dei semplici fogli formato A4. Sarà che siamo fissati di nostro con la comunicazione ma forse un investimento di questo genere per accompagnare la cittadinanza verso la progressiva chiusura e un diverso modo possibile di vivere il centro andrebbe fatto.
La seconda cosa che l’amministrazione farebbe bene a mettere in agenda è il recupero di altri posti auto a ridosso delle mura. Particolarmente strategico risulterebbe a tal proposito un recupero serio del parcheggio delle fortezze. Se si vuole arrivare alla chiusura del centro diventa utile ipotizzare in quello spazio, oggi una delle zone più oscene e degradate di Viterbo, un parking magari a più piani (di quelli con struttura in ferro).
La terza mossa consiste nel costruire una cabina di regia per programmare eventi in centro. Certo questo cozzerebbe con la politica culturale dei mirabolanti grandi eventi di cui fino a oggi abbiamo sentito “straparlare” ma se si vuole far vivere la parte antica di Viterbo è la strada da percorrere. A riprova che i grandi eventi da soli non bastano e che pensare solo a questi sarebbe un atteggiamento da terroristi culturale.
Un quarto appunto riguarda via Annio. In molti ci hanno segnalato la pericolosità dello stop su via Cardinal La Fontaine. La proposta di tanti è di spostare lo stop e metterlo alla fine di via Annio. Questo perché in molti, percorrendo via La Fontaine, non si rendono conto dello stop. E’ infatti percepita come via principale e inoltre la segnaletica orizzontale stessi è già tutta sbiadita, quindi poco visibile.


















