"Chiusura anticipata di notte, cattivo tempo e il villaggio di Natale che non decolla rischiano di farci saltare"
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VITERBO - Il giro tra le vie della parte storica della città dei papi nei giorni infrasettimanali è da mani nei capelli (per chi li ha). Meglio nei fine settimana, anche se la situazione non decolla. 

VITERBO – Nel centro storico del capoluogo, zona monumentale, l’aria che si respira non è di festa. La situazione è complicata e i titolari delle attività si stanno attivando per chiamare in causa le associazioni di categorie e tornare a sederci, in un nuovo faccia a faccia, con l’assessore allo Sviluppo Economico di Palazzo dei Priori Alessia Mancini. 

Il malcontento è strisciante, nonostante le festività di Natale alle porte. Anzi, forse è proprio quest’ennesima aspettativa delusa, a pompare benzina sul fuoco dell’insoddisfazione. Il giro tra le vie della parte storica della città dei papi nei giorni infrasettimanali è da mani nei capelli (per chi li ha). Meglio nei fine settimana, anche se la situazione non decolla. 

“Quanto stiamo registrando – spiega il titolare di un’attività nel luogo – non è neppure lontanamente paragonabile con quanto è accaduto fino allo scorso anno. Le cose vanno male, parecchio”.

Sul banco dell’accusa le chiusure anticipate dei locali decise dall’amministrazione Arena. “Serve andare oltre queste restrizioni, almeno nei fine settimana”. L’accusa che circola è che più degli interessi dei residenti il provvedimento sia dovuto agli interessi di affittacamere e B&B. Come si sulla notte viterbese si trovassero un business (quello dei locali) contro un altro business (quello degli affitti di stanze) tra di loro armati. 

“Al danno delle chiusure anticipate va aggiunto il cattivo tempo di novembre che ha mandato ancora più in crisi gli incassi e ora il villaggio di Natale che fa fatica a partire. Non si vedono le persone delle passate edizioni, i romani si fermano a Sutri – continua il commerciante -“. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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