
VITERBO – Nel centro storico del capoluogo, zona monumentale, l’aria che si respira non è di festa. La situazione è complicata e i titolari delle attività si stanno attivando per chiamare in causa le associazioni di categorie e tornare a sederci, in un nuovo faccia a faccia, con l’assessore allo Sviluppo Economico di Palazzo dei Priori Alessia Mancini.
Il malcontento è strisciante, nonostante le festività di Natale alle porte. Anzi, forse è proprio quest’ennesima aspettativa delusa, a pompare benzina sul fuoco dell’insoddisfazione. Il giro tra le vie della parte storica della città dei papi nei giorni infrasettimanali è da mani nei capelli (per chi li ha). Meglio nei fine settimana, anche se la situazione non decolla.
“Quanto stiamo registrando – spiega il titolare di un’attività nel luogo – non è neppure lontanamente paragonabile con quanto è accaduto fino allo scorso anno. Le cose vanno male, parecchio”.
Sul banco dell’accusa le chiusure anticipate dei locali decise dall’amministrazione Arena. “Serve andare oltre queste restrizioni, almeno nei fine settimana”. L’accusa che circola è che più degli interessi dei residenti il provvedimento sia dovuto agli interessi di affittacamere e B&B. Come si sulla notte viterbese si trovassero un business (quello dei locali) contro un altro business (quello degli affitti di stanze) tra di loro armati.
“Al danno delle chiusure anticipate va aggiunto il cattivo tempo di novembre che ha mandato ancora più in crisi gli incassi e ora il villaggio di Natale che fa fatica a partire. Non si vedono le persone delle passate edizioni, i romani si fermano a Sutri – continua il commerciante -“.


















