Chiusura al traffico di Porta Romana, De Alexandris (Viva Viterbo): "Perché Michelini vuole uccidere il commercio nel centro storico?"
Maria Rita De Alexandris
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Chiusura di Porta Romana al traffico, Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) non ci sta. "Egregio Sindaco Michelini, perché vuole uccidere il commercio nel centro storico?", così la capogruppo al primo cittadino. "Abbiamo appreso la notizia della chiusura di porta Romana e veramente in questa fase non se ne capisce il senso né l'utilità né tanto meno la strategia . continua -."

Chiusura di Porta Romana al traffico, Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) non ci sta. “Egregio Sindaco Michelini, perché vuole uccidere il commercio nel centro storico?”, così la capogruppo al primo cittadino. “Abbiamo appreso la notizia della chiusura di porta Romana e veramente in questa fase non se ne capisce il senso né l’utilità né tanto meno la strategia . continua -.

Ora arrivare all’unico parcheggio del centro storico è ancora più difficile e si congestione l’ingresso di Valle Faul. Dopo non aver fatto nulla per spostare i flussi turistici verso la zona più commerciale della città e avere impedito di rendere viva la piazza principale di Viterbo (piazza del Comune n.d.r) questa decisione aggrava ancora di più le difficoltà che vivono ogni giorno i nostri commercianti”.

Il tema è di quelli che stanno facendo molto parlare in città in queste ore. La questione della chiusura del centro storico infatti si rivela sempre particolarmente infuocata.

“Le chiusure del centro storico sono efficaci – conclude Maria Rita De Alexandris -solo se abbinate a una programmazione di eventi in grado di attrarre persone in tutte le zone all’interno delle mura. La sua decisione certo non va in questa direzione. Certo almeno si poteva facilitare la viabilità con l’apertura a doppio senso di Via Marconi. La nostra solidarietà va a tutti gli operatori del commercio e auspichiamo un passo indietro da parte dell’amministrazione”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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