Chiude la sede viterbese della Banca d'Italia
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Chiude la filiale viterbese della Banca d'Italia. La storica sede di via Marconi sarà libera entro il 2018. La decisione, già nell'aria, è stata presa in maniera definitiva dal consiglio superiore di via Nazionale.

Decisa in maniera certa la chiusura della filiale viterbese della Banca d’Italia. La notizia era circolata già da qualche mese, ma mancava dei crismi dell’ufficialità. Lunedì invece si è riunito il consiglio superiore di via Nazionale che ha votato e approvato il percorso di razionalizzazione.

Una mannaia.Delle 97 filiali in forza nel 2007 ne rimarranno attive su tutto il territorio nazionale meno della metà. 39 per l’esattezza. Attualmente se ne contano 58, compresa quella di Viterbo, più tre divisioni distaccate. La data massima per completare i tagli è stata fissata nel dicembre 2018.

Banca d’Italia si è resa disponibile a risolvere nel migliore dei modi la posizione lavorativa delle 360 unità di personale attualmente impiegate nelle filiali destinate alla chiusura. Si parla prepensionamento o trasferimenti. Anche se i sindacati sono sul piede di guerra.

La chiusura della Banca d’Italia libera un edificio grandissimo, di proprietà della stessa, lungo il boulevard Marconi. Un posto in pieno centro a cui sarebbe auspicabile trovare una nuova funzione.

A chiudere saranno le filiali di Como, Sondrio, Varese, Novara, La Spezia, Treviso, Reggio Emilia, Grosseto, Siena, Ascoli Piceno, Pesaro, Latina, Viterbo, Avellino, Caserta, Taranto, Messina, Ragusa e Trapani.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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