Chiesa di San Clemente, l'assessore Allegrini vuole recuperare un gioiello della storia del capoluogo
Allegrini e Arena
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VITERBO - "Salviamo la chiesa di San Clemente". Un appello e soprattutto una proposta quella che l’assessore ai lavori pubblici e al centro storico Laura Allegrini lancia per recuperare e valorizzare un importante luogo della città, sia dal punto di vista storico, che culturale.

VITERBO – “Salviamo la chiesa di San Clemente”. Un appello e soprattutto una proposta quella che l’assessore ai lavori pubblici e al centro storico Laura Allegrini lancia per recuperare e valorizzare un importante luogo della città, sia dal punto di vista storico, che culturale.

“Sorprende, ma le vecchie cucine dell’Ospedale Grande degli Infermi erano in origine una chiesa dei monaci farfensi che avevano a Viterbo la più antica colonia monastica. Stiamo parlando del 700 d.c.”. A ricordare alcuni dettagli storici è sempre l’assessore Allegrini, che aggiunge: “Questa chiesa antichissima è menzionata per la prima volta nel privilegio con cui l’imperatore Carlo Magno conferma i possedimenti ai monaci. Una storia appassionante che si snoda nei secoli con passaggi di mano tra le varie comunità ecclesiastiche fino alla triste storia di essere ridotta a cucine dell’Ospedale.

È notevole il campanile che ha dato luogo a diverse interpretazioni da parte degli storici dell’arte. Insomma, un luogo preziosissimo per la storia di Viterbo”. Da qui parte l’idea del recupero. “La Asl ha in mente un piano di valorizzazione, di dismissione e destinazione dei beni di sua proprietà – ha spiegato l’assessore Allegrini -. Nell’ambito di un incontro a suo tempo avuto con il direttore generale dell’azienda sanitaria locale avevo lanciato la proposta di separare la destinazione della ex chiesa dal resto degli immobili dell’ex ospedale.

A prescindere dalla destinazione definitiva che la ASL vorrà dare agli immobili di sua proprietà, tra cui anche il vecchio ospedale, è importante che si possa trovare una forma di collaborazione e condivisione in merito all’acquisizione e alla valorizzazione della chiesa di San Clemente da parte del Comune, che potrebbe recuperarla per finalità culturali e turistiche. Significherebbe dare vita a un ampio progetto di restauro e riqualificazione dell’area di San Clemente, che merita di essere ammessa alla destinazione turistica tra l’altro adiacente e comunicante con gli ascensori e quindi con piazza San Lorenzo.

Inoltre – continua l’assessore Allegrini – da via San Clemente si accederebbe alla ex chiesa attraverso uno splendido portale delle indulgenze di grande valore storico. Credo molto in questo progetto, in quanto lo ritengo di notevole importanza per il nostro centro storico e per la nostra città. Qualora si riuscisse a concretizzare questa idea e a dare forma alla proposta, il settore Lavori Pubblici potrebbe lavorare a un progetto di riqualificazione della stessa via San Clemente, compresa la pavimentazione fortemente ammalorata, per restituire un altro accesso suggestivo al centro storico della città”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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