Chiedono in gioielleria un collier "importante", la polizia li rintraccia e tentano di investire un agente
Foto polizia
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VITERBO - Denunciati due campani per i reati di resistenza, porto di oggetti atti ad offendere e tentata rapina.

VITERBO – Entra in una nota gioielleria dichiarando di volere acquistare un collier “importante” per la fidanzata ma quando esce viene segnalato dal proprietario per il suo fare sospetto. La polizia, ricevuta la segnalazione di un uomo con tuta ginnica e gilet smanicato che si era allontanato a bordo di un’autovettura con targa straniera e in compagnia di un complice, ha iniziato a cercarlo. 

Il fatto si è verificato nella mattina di mercoledì 22 gennaio. Il veicolo è stato quindi intercettato da un equipaggio della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico all’altezza dell’ufficio postale di via Monte Cervino. 

Il mezzo, alla vista della pattuglia, ha iniziato una precipitosa fuga rischiando di investire un agente, costretto a defilarsi per evitare di essere travolto. Le Volanti hanno iniziato l’inseguimento e, dopo una breve fuga, sono riuscite a fermare l’auto con i due soggetti a bordo che, nel frattempo, avevano tentato di disfarsi di due scaldacollo in pile nero, un guanto, un cappellino e un taglierino con lama interna della lunghezza di sette centimetri, tutto materiale rinvenuto e posto sotto sequestro.

I due uomini di origini campane, entrambi pregiudicati uno dei quali con numerosi precedenti per rapina, porto abusivo di armi, stupefacenti, evasione, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e furto aggravato, sono stati quindi accompagnati in Questura e denunciati in stato di libertà dagli operatori della Squadra Mobile della Questura di Viterbo per i reati di resistenza, porto di oggetti atti ad offendere e tentata rapina. Nei loro confronti il Questore di Viterbo ha adottato un provvedimento di Rimpatrio con Foglio di via obbligatorio dal Comune di Viterbo per la durata di quattro anni.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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