“Chiediamo più personale al commissariato di Tarquinia e più agenti sul territorio”
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VITERBO - La richiesta dei rappresentanti del Mosap (Movimento sindacale autonomo di polizia) al questore Giancarlo Sant'Elia.

VITERBO – Il Mosap (Movimento sindacale autonomo di polizia) nella giornata di ieri ha incontrato il questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia.

A rappresentare l’organizzazione sindacale, il segretario generale Fabio Conestà, il segretario regionale Lorenzo Vacca, il vice presidente Virgilio Lini e il segretario provinciale di Viterbo Marco Selvi.

“E’ stato un incontro molto cordiale e costruttivo – sottolinea il segretario generale Fabio Conestà – abbiamo rappresentato al Questore quelle che sono le problematiche territoriali del comparto sicurezza.

Nello specifico – spiega Conestà – ci siamo confrontati sulla pianta organica del commissariato di Tarquinia, evidenziando la carenza di personale presso il commissariato e anche nell’ambito del controllo del territorio che necessiterebbe di un’auto in più e di più agenti, per far fronte a quelli che sono i reati più diffusi nella zona, ovvero furti in appartamento, reati contro la persona e violenza domestica”.

Il Mosap si è anche confrontato con il questore circa l’aspetto logistico e si è parlato di un nuovo assetto che prevede, il transito della divisione di Polizia amministrativa e sociale e dell’immigrazione (Pasi) presso l’ufficio immigrazione della Questura.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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