Chiara Palumbo lascia Senza Caffeina
Chiara Palumbo
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Chiara Palumbo saluta il festival dei piccoli Senza Caffeina. Una scelta maturata per ragioni personali e già annunciata dal palco del cortile dell'Abate durante la settima edizione.

Chiara Palumbo saluta Senza Caffeina. Una scelta strettamente personale quella presa dal direttore organizzativo del Festival, presente sin dalla nascita dell’iniziativa.

“Un’avventura bellissima iniziata nell’estate del 2010. L’esperienza Senza Caffeina finisce per me con questa settima edizione, che è andata molto bene per partecipazione e per contenuti. Ho già annunciato il mio congedo durante il Festival, sul palco del Cortile dell’Abate, ma vorrei utilizzare il mezzo stampa per fare dei ringraziamenti personali ed essere così sicura che tali ringraziamenti arrivino a tutte le persone che hanno contribuito alla nascita e alla crescita di Senza Caffeina. Innanzitutto ringrazio tutti gli operatori che sono stati presenti nel corso di questi anni e che hanno dato vita a laboratori di ogni genere, dal grande valore didattico ed artistico. Ringrazio tutte le compagnie teatrali e gli attori che hanno realizzato spettacoli dal vivo divertenti, poetici, emozionanti, “magici”.

Ringrazio tutti gli scrittori che hanno presentato i loro libri per ragazzi in forme così diverse, cercando di conquistare il pubblico più critico al mondo… i bambini. Ringrazio gli splendidi volontari, uno ad uno, edizione dopo edizione; il loro supporto è stato fondamentale per la crescita del Festival. Ringrazio tutti gli sponsor che hanno permesso la realizzazione di Senza Caffeina e un particolare ringraziamento va alla Fondazione Carivit che ha “nutrito” il Festival negli ultimi anni. L’appoggio della Fondazione è stato fondamentale e il sostegno del Dott. Mario Brutti, presidente della Fondazione, è stato davvero prezioso. Ringrazio tutte le famiglie che hanno riempito, in questi sei anni, piazze, vicoli, e cortili del centro storico di Viterbo, per partecipare alle numerosissime attività del Festival. Ringrazio Paolo Manganiello, direttore artistico; insieme abbiamo condiviso Senza Caffeina fin dall’inizio, l’abbiamo vista crescere e trasformarsi. Conserverò a lungo il ricordo di un’esperienza professionale appagante e di un percorso personale emozionante. Ringrazio tutte le strutture, tutte le associazioni e tutte le persone che hanno ospitato e accolto la nostra équipe; un particolare ringraziamento va al Cesmi (Centro Sperimentale di Musica per l’Infanzia), che ci ha, anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, aperto le porte della loro vivacissima sede.

Ringrazio tutte le associazioni di volontariato che hanno preso parte al Festival e in particolar modo l’ABIO (Associazione per il Bambino In Ospedale) e l’AGOP (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) per aver saputo unire divertimento, cultura e solidarietà. E ancora, ringrazio tutte quelle persone che pur non prendendo direttamente parte a Senza Caffeina l’hanno sostenuta e tutti i giornalisti che hanno dedicato articoli alla manifestazione.

L’ultimo ringraziamento, ma non per ordine di importanza, va agli ideatori di Caffeina, Andrea Baffo e Filippo Rossi per la fiducia e l’affetto dimostratomi da sempre e ringrazio, ovviamente, tutto lo staff del Festival, per il loro grande sostegno e la loro smisurata disponibilità. La speranza è che, nonostante tutte le difficoltà, Caffeina possa continuare ad essere “l’eccitante culturale” della città di Viterbo ancora per tanto tempo e di conseguenza mi auguro che Senza Caffeina possa continuare a regalare sorrisi ai suoi piccoli e vivaci spettatori. Il mio però non è un addio… è soltanto un arrivederci!”

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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