Chiara Frontini tenta la spallata ad Arena
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VITERBO - Una spallata non riuscita ma sfiorata in maniera che ha impressionato e all'interno della maretta attuale della maggioranza l'occasione sembra essere ghiotta per la giovane aspirante sindaco del capoluogo. 

VITERBO – Il ballottaggio del 2018 è stato la sua grande occasione, sfumata per poche centinaia di voti su una città di 60mila abitanti. Roba da scacco al sistema quella messa a segno da Chiara Frontini circa tre anni fa all’interno delle urne viterbese e sulla città. 

Una spallata non riuscita ma sfiorata in maniera che ha impressionato e all’interno della maretta attuale della maggioranza l’occasione sembra essere ghiotta per la giovane aspirante sindaco del capoluogo. 

In queste ore il più importante giornale del territorio, al secolo Tusciaweb, ha lanciato una petizione che chiede firme per mandare a casa l’amministrazione Arena. Nell’appello, scritto dal direttore Carlo Galeotti, viene fotografata la situazione in cui si trova Viterbo. Non migliore naturalmente ma neanche peggiore rispetto al passato. Più che altro tutto resta immobile e quello che manca è una visione di città, uno slancio per il territorio.

Petizione subito rilanciata dal consigliere Frontini che auspica, anche lei, un ritorno alle urne a ottobre. In un tempo che di certo non sarebbe gradito ai partiti e sicuramente più congeniale alle civiche, per tutta una serie d’incastri. Così, proprio in queste ore, Chiara Frontini sogna la spallata ad Arena. Sapendo che soffiare in quella direzione in questo momento porta a trovare ossigeno all’interno degli stessi consiglieri di maggioranza.  

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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