Chiara Frontini lancia il guanto di sfida a Giovanni Arena: "Chiedo un confronto pubblico davanti ai viterbesi. Noi vogliamo fare e il resto è un deserto dei Tartari"

Ballottaggio con sfida. Oggi Chiara Frontini ha lanciato a Giovanni Arena il guanto. "Sfido Arena a uno o più dibattiti pubblici, senza moderatori, solo noi e la città. Un dibattito dove raccontiamo le nostre proposte per Viterbo. Invito l'altro concorrente per il ballottaggio a individuare luogo, format e una piazza o luogo aperto alla gente. I dibattiti a porte chiuse non sono cose per le persone.
Ballottaggio con sfida. Oggi Chiara Frontini ha lanciato a Giovanni Arena il guanto. “Sfido Arena a uno o più dibattiti pubblici, senza moderatori, solo noi e la città. Un dibattito dove raccontiamo le nostre proposte per Viterbo. Invito l’altro concorrente per il ballottaggio a individuare luogo, format e una piazza o luogo aperto alla gente. I dibattiti a porte chiuse non sono cose per le persone.
I cittadini devono andare alle urne consapevoli di cosa si proporrà”. Le parole di Chiara Frontini. “Noi abbiamo contenuti e voglia di fare. Tutto il resto è un deserto dei Tartari che vogliamo lasciarci alle spalle”, conclude.

Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















