
VITERBO – “Avevamo fatto una promessa, costruire una nuova classe dirigente”. Così Chiara Frontini alla presentazione della sua lista, al teatro San Leonardo sabato scorso.
186 nomi. Questi i candidati che sostengono il sogno di una trentenne, viterbese, che ha un obiettivo che lei racconta così: “Dare un governo degno a questa città”. Li ha tirati fuori, uno dopo l’altro, con le loro facce in un evento show. Forse troppo? Forse esagerato? Di fatto l’unico visto in questa campagna elettorale. Capiremo poi se la strategia sarà premiante o meno.
Abbiamo aspettato qualche giorno per capire cosa stava accadendo. Per vedere cosa inventavano e proponevano tutti. Quindi deciso di scrivere perché non notare una visione così diversa delle cose non sarebbe stato da noi.
Una scenografia, quella del Teatro San Leonardo potente. Una matita gigante, simbolo della matita con cui il 12 giugno i viterbesi andranno a votare, con sopra la scritta “Chiara Frontini sindaco”. Una sorta di augurio convinto. Una scritta in tre dimensioni “è ora” sul palco e sullo sfondo colpisce un’altra scritta: “chiara”. Con la lettera piccola, così da fare diventare il nome di battesimo della candidata un aggettivo.
L’atteggiamento non è quello di un candidato ringhioso che ha bisogno di bastonare a destra e a manca i competitors. Piuttosto questa Chiara Frontini versione 2022 si presenta come la lepre da inseguire. Una struttura mentale diversa da quella del 2018. Voce ferma, convinzione: “Non parleremo degli altri, lasciamo che siano gli altri a parlare di noi. Sempre a sproposito ma probabilmente perché non hanno altri argomenti migliori per potere uscire sulla stampa”.
Poi parla così: “La mia squadra. Perché l’ho formata, perché l’ho voluta esattamente così come è oggi. Perché in questi quattro anni abbiamo riflettuto su chi siamo. Abbiamo capito che siamo diversi ma non divisi. Abbiamo capito che grazie al metodo di confronto, dialogo e al valore di ogni persona siamo in grado di rendere le differenze una ricchezza. Abbiamo la maturità di rendere ogni differenza unita negli obiettivi comuni. Se vedete in me il vertice di questa squadra, vedo in ognuno di voi le gambe e le labbra dei nostri contenuti che riusciranno ad arrivare in ogni casa, azienda, anche nell’angolo più remoto di questo comune. Abbiamo un metodo di lavoro, farà la differenza. Abbiamo il dialogo al centro di tutto, richiede grande sforzo ma grandi sono le idee e i risultati. Voi siete la squadra migliore. In questi anni ci siamo organizzati in gruppi di lavoro per produrre attività civiche, attività a supporto del gruppo consigliare. Dentro questa squadra non c’è una competenza che manca: architetti, medici, artisti. C’è tutto quello che serve per risollevare una città in emergenza”.


















