Chia terra di giganti, il bosco della Torre di Chia è un museo a cielo aperto
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La mia visita, in una recente domenica di fine settembre, sotto un sole che sembrava più quello di inizio luglio, mi ha offerto un'idea tangibile della vivace atmosfera del parco.

INSIDE – I giganti emergono a Chia: un progetto d’arte monumentale trasforma un antico bosco in un museo a cielo aperto. Lo storico paesaggio nei pressi della suggestiva Torre di Chia, un tempo rifugio creativo di Pier Paolo Pasolini, ospita oggi un’ambiziosa iniziativa artistica: “Ars Natura – I Colossi di Chia”.

Questo innovativo progetto, che fonde scultura, mito e natura, è stato lanciato ufficialmente l’11 settembre con l’inaugurazione della sua prima opera monumentale, “La Ninfa Oniride Driòpe”, dell’artista viterbese Marco Zappa. L’iniziativa promette di trasformare il tranquillo Parco delle Cascate di Chia in un vasto museo a cielo aperto, che comprenderà una trentina di “colossi” strategicamente posizionati tra gli alberi e i sentieri della foresta.

La mia visita, in una recente domenica di fine settembre, sotto un sole che sembrava più quello di inizio luglio, mi ha offerto un’idea tangibile della vivace atmosfera del parco. Al mio arrivo, Simona, al punto informazioni e alla biglietteria in legno, mi ha accolto con un caloroso sorriso. Dopo una breve telefonata, Romolo Nicolai, il responsabile del parco – che ringrazio per la sua gentile collaborazione – mi ha concesso il permesso di entrare e catturare la bellezza del luogo attraverso il mio obiettivo.

Entrando nel parco, sono stato subito accolto da una splendida radura punteggiata di tavoli di legno. Qui, le famiglie erano impegnate a preparare i loro picnic domenicali, mentre i bambini ridevano e giocavano a pallone o si rincorrevano sul prato. È un ambiente che esprime appieno il suo potenziale, ideale per le famiglie e per chiunque cerchi una passeggiata stimolante all’interno di una natura autentica.

Alta sei metri e magistralmente realizzata in fibra di vetro, “La Ninfa Oniride Driòpe” domina ora maestosamente un luogo chiave all’interno del Parco delle Cascate. Marco Zappa, illustre docente alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti e visionario ideatore di “Ars Natura”, ha spiegato, nelle varie interviste rilasciate a media, che la profonda motivazione della sua creazione: “È come un grande dipinto che diventa tridimensionale.

Questo progetto non è per me, ma per le persone, per il futuro. Gli artisti devono pensare a ciò che resta, proprio come fecero i grandi mecenati del passato: Giulio II, Alessandro Farnese… Oggi, anche noi dobbiamo raccontare queste storie, far conoscere questi luoghi, farli vivere”.

La scelta di Driòpe, ninfa della mitologia classica presente sia nell’Eneide di Virgilio che nelle Metamorfosi di Ovidio, è profondamente simbolica. Ingannata da Apollo e trasformata in pioppo, Zappa la interpreta come un potente emblema della forza della foresta e della rinascita solare, forgiando un legame poetico tra sogno e materia.

Il progetto è commissionato dalla cooperativa di comunità Promo Chia, che gestisce l’area del parco, in collaborazione con il Demanio Collettivo dell’Università di Agraria di Chia, a cui appartiene il territorio. Gli organizzatori hanno ringraziato il Comune di Soriano nel
Cimino, in particolare il Sindaco Roberto Camilli, per il prezioso supporto.

L’inaugurazione, avvenuta l’11 settembre alle 16:30, ha attirato un pubblico eterogeneo di appassionati d’arte, curiosi abitanti del luogo ed escursionisti, tutti desiderosi di assistere a questa fusione unica di arte e ambiente. Con le sue cascate naturali, i boschi secolari, i mulini storici e ora le suggestive sculture, il Parco delle Cascate offre un’esperienza coinvolgente in cui i visitatori sono incoraggiati a esplorare, riflettere e sognare.

“I Colossi di Chia” invitano tutti, turisti e abitanti del luogo, a intraprendere un viaggio che con il passare dei muniti da una percezione di legame, sia con la natura sia con la memoria stessa e profonda di questo territorio straordinario. Proprio come ho fatto io, invito tutti visitatori a portarsi dietro la macchina fotografica; perché ogni angolo di questo luogo racchiude l’immaginario per un nuovo racconto. La Tuscia terra di Arte e Artisti.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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