
20 anni di finanziamenti buttati, o quasi. A Chia il borgo avrebbe dovuto essere ristrutturato con la realizzazione di opere di edilizia residenziale pubblica con la messa a disposizione di 25\28 alloggi e relative infrastrutture. La denuncia arriva dal Gruppo Archeologico Roccaltia che racconta quanto sarebbe accaduto, con la messa in opera da parte dell’Ater di sola di una parte degli interventi previsti dal finanziamento regionale.
“Nel 1996 – scrive il gruppo – fu raggiunto un accordo tra il Comune di Soriano nel Cimino e l’istituto case popolari per il recupero dell’antico borgo di Chia. Il progetto, presentato alla Regione Lazio per ottenere relativi finanziamenti (costo stimato: circa 7,5 miliardi di lire) era finalizzato alla creazione di un’edilizia residenziale di tipo pubblico”.
Interventi che dopo 20 anni ancora attenderebbero il loro completamento, scrive il gruppo. “Nonostante i finanziamenti ricevuti a più riprese dalla Regione Lazio, l’Ater ha effettuato a Chia solo una minima parte degli interventi previsti: messa in sicurezza della rupe, demolizione delle strutture ritenute pericolanti, parziale realizzazione di una strada di accesso”.
Una serie di interventi provvisori sarebbero poi diventati definitivi. “Si è provveduto ad una precaria messa in sicurezza del borgo mediante antiestetici bandoni, una soluzione che da provvisoria è divenuta definitiva e da anni deturpa un sito medievale, meta frequente di visitatori. Per di più, in mancanza di una manutenzione ordinaria, nell’area racchiusa dalla struttura, si è sviluppato un groviglio di vegetazione infestante rifugio di topi e vipere”.
Il gruppo Roccaltia spiega infine che gli interventi sono stati sollecitati più volte, senza fortuna. “Alcune Associazioni operanti nella frazione di Chia hanno ripetutamente fatto presente all’Ente preposto la condizione di crescente degrado in cui da tempo versa il borgo. Un esposto firmato da numerosi abitanti di Chia e dei paesi limitrofi è stato inoltrato all’Ater ma, nonostante ripetuti impegni verbali, fino ad oggi non è stato possibile risolvere un problema ormai decennale”.


















