
VITERBO – “Chi vorrebbe andare in vacanza in una città di merda?”. Ce lo siamo domandato davanti a un post, l’ennesimo, pubblicato su Viterbo Centro Storico Chiuso che immortala lo stato di via della Rimessa. Guano di piccione stratificato nel tempo.
Ci siamo posti l’imbarazzante interrogativo, titubanti sull’opportunità di un titolo forte. Poi abbiamo ceduto ritenendo davvero “pornografico”, molto più di una titolazione forte, lo stato in cui versano troppe strade del centro storico.
Ogni volta che ci troviamo a camminare per il quartiere San Pellegrino non possiamo, tra i mille problemi, non notare le strisce di cacca di piccione che accompagnano la passeggiata. Ecco come, da decenni ormai, continuiamo a presentare la parte più attrattiva per i turisti.
Una cattiva immagine che continua a essere mantenuta con attenzione maniacale per la non pulizia. Una roba da masochisti puri. Un concetto semplice andrebbe assunto come definitivo a Palazzo dei Priori: l’associazione guano di piccione e pavimentazione di San Pellegrino non è possibile. Va combattuta, anche a costo di assumere tre o quattro dipendenti dediti solo a questo. San Pellegrino è un simbolo e tenere la merda sul simbolo della città in maniera indissolubile è impossibile da accettare.
Facciamo appello all’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi affinché faccia partire una vera e propria crociata per vincere la guerra al guano di piccione e restituire agli occhi il quartiere San Pellegrino senza merda. Crediamo sia un dovere per chi si occupa di bellezza e un diritto di cittadini e turisti. E chiediamo che lo stesso trattamento sia applicato sulle vie del centro storico, anche su via della Rimessa. Oppure si cambi il nome di quest’ultima: via della Rimessa di stomaco.


















