Chi tocca Fusco "muore", il senatore leghista in sella al partito che perde: Contardo, Perlorca, Giulivi
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VITERBO - Casa Lega, il sempreverde Fusco tira dritto e continua a guidare il partito. Il caso Contardo è risolto e quanto accaduto nelle ultime settimane ha messo in evidenza, in maniera chiara, chi ha le chiavi del Carroccio nel Viterbese. 

VITERBO – Casa Lega, il sempreverde Fusco tira dritto e continua a guidare il partito. Il caso Contardo è risolto e quanto accaduto nelle ultime settimane ha messo in evidenza, in maniera chiara, chi ha le chiavi del Carroccio nel Viterbese. 

Gli scossoni a cui si è assistito hanno portato a un risultato pratico riassumibile così: chi si contrappone al senatur etrusco è costretto a farsi da parte. Fuori dalla giunta Enrico Contardo, defenestrato. Dopo questo fatto si è aperta una certa tensione con Ombretta Perlorca, uscita dal gruppo leghista dei consiglieri a Palazzo dei Priori e passata al misto. 

L’effetto domino ha interessato anche il litorale. Qui a uscire è stato il sindaco Alessandro Giulivi, che si è tirato dietro assessori e consiglieri. Il primo caso del genere era stato registrato con la vicenda Claudia Nunzi. 

Tutte le figure raccontate hanno in comune un punto: l’essere andati in collisione con Fusco o comunque non essere più d’accordo con la sua linea sul territorio. Tutti gli scontri, in ogni momento, hanno visto Fusco sempre trionfate. 

Lui l’uomo che ha portato la Lega a Viterbo e di questo gliene danno atto proprio in quella via Bellerio a Milano dove vengono prese le ultime decisioni. Tutto cambia in casa Lega, per non cambiare. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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