"Chi può metta, chi non può prenda". Un cesto sospeso pieno di solidarietà
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VITERBO – Marta Nori e Massimo Erbetti, insieme ad altri residenti del centro storico hanno dato vita a una bella iniziativa di quartiere all’ insegna della solidarietà in questi tempi difficili segnati dal Covid-19.

VITERBO – Marta Nori e Massimo Erbetti, insieme ad altri residenti del centro storico hanno dato vita a una bella iniziativa di quartiere all’ insegna della solidarietà.

L’iniziativa è spiegata sui loro profili Facebook: “Un centro storico deserto più del solito, strade e vicoli in cui non si incontra anima viva per decine di metri. Ma noi non dimentichiamo chi,ancora più di prima, è in difficoltà.
Da oggi anche noi tendiamo le nostre mani: “chi può metta, chi non può prenda”. Faremo calare dalla finestra della nostra casa anche noi il nostro paniere.
Lo metteremo la sera così, chiunque ne avesse bisogno, in forma anonima, può prendere ciò che trova e di cui ha bisogno.
VIA DEL RICCIO, 5.
Marta, Giulia, Arianna, Massimo, Rossana, Marco, Benedetta, Gianpaolo, Paola”.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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