
IL CORNER DEL PROFESSORE – Ho letto, sulle colonne di lacronaca24.it, l‘intervento di Diego Galli riguardo l’articolo apparso su Vogue Italia che individua Viterbo come una delle sei destinazioni più romantiche d’Italia. Mi è piaciuto sia per l’analisi che per la proposta. La conclusione un po’ meno per le critiche non velate.
Analisi: Il giornalista nota come vengano esaltate, addirittura in neretto, le parole che più hanno a che fare con il medioevo e la storia della Vetus Urbs. Ha ragione da vendere, sia per l’attenta lettura che per la sostanza: Viterbo è medievale e i turisti vengono qui per questo.
Proposta: la sua conclusione è di appropriarci, una volta per tutte, della nostra identità e proporla al mondo. Sebbene siamo amici su Facebook, non conosco personalmente Diego ma pensa bene. Spesso scrivo di come serva “consapevolezza, identità e pianificazione”. Ogni
nuova elezione di papa sembra rammentarci che siamo stati al centro della storia. Viterbo e Conclave debbono essere sinonimi. Medioevo, peperino e storia la nostra forza.
Critica: non ho nessuna idea sulle visioni politiche del giornalista e quindi lo credo in buona fede quando dichiara che la “nuova” strategia di promozione, della attuale amministrazione, è mal indirizzata. È vero che questa sembra deviare sostanzialmente dal medioevo ma mi viene
da dire: ”Lasciamoli lavorare e… largo ai giovani”. Mi spiego.
Lasciamoli lavorare: il premio appena ricevuto come città luminosa, l’articolo su Vogue e le attenzioni che ci stiamo godendo sono frutto della promozione degli ultimi anni. Nel XXI secolo, promozione significa investire euro e lavorare sodo. Continuo a dire che l’intuizione del mio
amico Giulio Marini di spingere Viterbo verso la candidatura di capitale Europea della Cultura del 2033 è stata geniale ma anche che le azioni intraprese negli ultimi 3 anni hanno fatto colpo. La crescita numerica del turismo non lascia spazio a critiche inutili. In pochissimi dicono che
non è cambiato nulla. Faccio eco alle parole del direttore de La Fune Roberto Pomi quando, riguardo al centro, ci incita a “keep calm and carry on”.
Largo ai giovani: sono vecchio e ho opinioni, anche troppo ferme, su qualsiasi argomento. Come me un pochino tutti. Ognuno di noi, qualora fosse nella stanza delle decisioni, farebbe scelte diverse. Discuto spesso sia con il “giovane” direttore de La Fune, il mio amico Roberto
Pomi, ma anche con l’altro amico, il “cresciutelo” sociologo Francesco Mattioli. Tre forti personalità e ovviamente tre opinioni diverse. Ma discuto anche con il “giovane” assessore Aronne e con il saggio Professor “Chiossi”. Per nostra fortuna abbiamo tutti idee e opinioni diverse, beata democrazia. Quest’anno l’amministrazione punta sul “bacio”, il prossimo anno su altro. La prossima amministrazione cambierà.
In americano esiste una espressione “Guess and check” che significa “Prova e verifica”. Ci si deve provare, qualche volta vinceremo, altre volte impareremo, San pellegrino in Fiore insegna. Come Diego Valli punto su Tuscia in Fiore, la Via degli Artisti, il Villaggio Tuscia o il Museo degli anni 80 convinto che possiamo creare un modello economico basato sull’esaltazione delle eccellenze esistenti. Vedo enormi passi avanti sulle terme, citate da Vogue, ammiro il fiorire di cammini e sto aspettando con impazienza la creazione di reti a tema: i ciclisti, i podisti, i comitati delle piccole macchine, i musei ma anche i commercianti del centro, i ristoratori, i gestori di B&B e così via: servono interlocutori con cui parlare e pianificare. Le critiche facili sono inutili e fuorvianti.
È nel nostro interesse che la città, capoluogo della Tuscia, la terra nascosta dai giganti Roma e Toscana, funzioni, creda nelle proprie qualità e si presenti al meglio al mondo. Da noi si vive bene, si mangia meglio e si respira l’aria migliore d’Italia. Per fortuna non ci sono fabbriche ed il
paesaggio è incontaminato. I resti di famiglie nobili sono maestosi ed attraenti, i vini leggendari e l’olio, l’oro verde degli etruschi, è il migliore al mondo.
Rispondo: Chi è Viterbo? È una città he deve essere pulita, sicura e turistica; è ricca di storia ed eccellenze; è capitale della Tuscia e ne deve essere orgogliosa. Questa settimana su Tuscia in Fiore e La Fune, in mondovisione intervisto lunedì 16 febbraio 2026 alle 21:30 Giovanni Bettini per il Sacro Bosco di Vicino Orsini, mercoledì 18 febbraio alle 21:30 il sindaco Luca Profili per il miracolo Civita, domenica 22 febbraio ore 21:30 la sindaca Chiara Frontini per azioni e piani turistici dell’amministrazione comunale. Sintonizzatevi.



















