Che visione avete per Viterbo? La Fune invita partiti e forze politiche a rimettere al centro i contenuti e le idee per la città
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Riteniamo che questo invito possa essere utile per rimettere al centro la politica e ridare dignità e credibilità agli occhi dei cittadini. Lo spettacolo di questi giorni (che in politica è anche naturale) rischia di allontanare le persone dalle urne, scoraggiandole e infondendo il sentimento banalizzante del “tanto sono tutti uguali”. Un mostro pericoloso questo, che va scongiurato. Con questa richiesta intendiamo anche rimettere al centro il lavoro e il valore della stampa, che fa bene a raccontare le diatribe e manovre di palazzo ma che non può certo limitarsi alla telenovela.

Quale idee per quale città? La domanda è rivolta al capoluogo e naturalmente alle forze politiche e civiche che “lo popolano”, soprattutto a quelle che siedono a Palazzo dei Priori.

Chiederlo è opportuno, soprattutto dal punto di vista di un giornale locale. Rispondere, come sempre, sarà cortesia. Non certo verso noi ma nei confronti dei lettori, che poi sarebbero i cittadini. In questi giorni l’argomento principe sembra essere lo “strappo”, più o meno consumato, di Viva Viterbo. Con tutti i sottocapitoli del numero legale, delle sedute di consiglio in seconda convocazione, delle riunioni di maggioranza a oltranza.

Una grande Beautiful in salsa viterbese che magari appassiona gli addetti ai lavori ma di fatto lascia il tempo che trova. Le cose davvero importanti scompaiono, sembrano non esistere. Questo non è opportuno, anzi è francamente scorretto. Perché la politica amministrativa deve avere un ruolo centrale e deve esistere e non può essere sostituita dai vari gossip, più o meno fondati, sulla tenuta della maggioranza, sulle teste chieste o altro.

Il bilancio di previsione è un momento importante per il Comune. Con questo strumento si traccia la strategia d’azione di chi lo amministra e nel determinare la visione finale per l’anno possono partecipare anche le forze di opposizione presentando emendamenti. Chiediamo a tutti i partiti e liste civiche di Palazzo dei Priori di inviarci in redazione la città che hanno in mente e come intendono proporla attraverso il bilancio o gli emendamenti.

Al momento, con il dibattito in corso, soltanto due forze in qualche modo hanno tentato di raccontare l’idea di Viterbo che hanno in mente. Lo ha fatto, anche se in maniera non organica, Viva Viterbo. Il movimento di Rossi ha indicato una rotta, quella degli investimenti in cultura e turismo. Ha detto no “allo spezzatino politico” e ha messo sul tavolo anche azioni di tipo urbanistico. Tipo l’idea di ridisegnare piazza della Rocca.

L’altra realtà politica che si è cimentata nel tratteggiare un volto per Viterbo è stata Fondazione. La forza guidata in consiglio da Gianmaria Santucci ha presentato, in maniera schematica, un proprio modello di città. Si basa su cinque presupposti: la rivitalizzazione del centro storico e la nascita del famoso parco suburbano di Viterbo (Arcionello-Castel d’Asso), politiche per l’occupazione (non serve contrasto alla povertà ma creare posti di lavoro), piano riqualificazione Santa Barbara (15mila abitanti prigionieri in una via), piano per le frazioni e piano per vivibilità della città.

Chiediamo in primis a Viva Viterbo e Fondazione di spiegare meglio, di fornirci un breve intervento capace di inquadrare la loro visione. Ma rivolgiamo l’invito in maniera particolare al Partito Democratico, formazione di maggioranza relativa all’interno dell’amministrazione Michelini. E’ possibile avere in sintesi una breve relazione che riesca a inquadrarci dove si vuole portare Viterbo? La richiesta è rivolta naturalmente anche al Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Viterbo2020 e a tutti gli altri.

Riteniamo che questo invito possa essere utile per rimettere al centro la politica e ridare dignità e credibilità agli occhi dei cittadini. Lo spettacolo di questi giorni (che in politica è anche naturale) rischia di allontanare le persone dalle urne, scoraggiandole e infondendo il sentimento banalizzante del “tanto sono tutti uguali”. Un mostro pericoloso questo, che va scongiurato. Con questa richiesta intendiamo anche rimettere al centro il lavoro e il valore della stampa, che fa bene a raccontare le diatribe e manovre di palazzo ma che non può certo limitarsi alla telenovela.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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