
Santa Rosa 2015, c’è un problema serio su cui però c’è troppo silenzio. Stravolto il protocollo della principale festa della città. A marzo l’assemblea del Sodalizio dei Facchini sancisce lo strappo con Palazzo dei Priori. Tutto sintetizzabile nella celebre frase: “Ci rivediamo sotto la Macchina”. E’ l’epilogo di una serie di strappi, maturati a seguito di alcune frasi pronunciate da consiglieri comunali di maggioranza, conti arretrati da saldare da parte del Comune verso il Sodalizio e altro.
Un clima avvelenato che ha origine nella situazione gestita male della composizione della commissione chiamata a decidere sulla nuova Macchina di Santa Rosa. Tutto questo antefatto ha prodotto un nodo pesante, che sta per venire al pettine.
Con il tre settembre alle porte è chiaro – perché nei giorni scorsi il presidente Massimo Mecarini l’ha spiegato in un’intervista – che gli amministratori di Palazzo dei Priori non sono invitati al tradizionale raduno dei facchini, che si svolgerà nel cortile interno delle “Scuole Rosse” (entrata da via Vetulonia). Stesso discorso per il giro delle sette chiese. Poi i facchini non si fermeranno a piazza del Comune, luogo in cui al corteo che sale verso San Sisto per prendere la Macchina erano soliti accodarsi ai cavalieri di Rosa anche gli amministratori locali.
Si vedranno solo sotto Gloria. L’intero protocollo della festa è stato in pratica stravolto, con gli amministratori politici stessi che non sanno come comportarsi in quel giorno. Michelini rischia di passare alla storia come il primo sindaco che non ha preso parte al raduno dei facchini, al giro delle sette chiese e non è andato in sfilata per via Cavour e Garibaldi verso la Macchina.
Se avessimo parlato della sagra della porchetta non ci sarebbe stato alcun problema ma il protocollo che sarà stravolto è quello della più importante e più sentita festa dei viterbesi. Quella che rischia di venire fuori è un gran brutta figura per gli amministratori cittadini. Ed è lecito domandarsi:perché si è arrivati a tanto? Perché non si è riusciti a ricucire con il Sodalizio? Ma soprattutto cosa farà il sindaco il tre settembre? E cosa faranno assessori e consiglieri tutti?
Come giornale avevamo consigliato, a tempo debito, agli amministratori di questa città di fare di tutto per sistemare la situazione. Evidentemente le nostre parole sono volate via col vento e l’imbarazzo delle prossime ore suonerà come uno schiaffo alla città tutta.


















