“Che fai a Capodanno? Ma soprattutto: che ti metti?”
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Dritte e spunti di moda per affrontare le feste: esagerare con coscienza, sentirsi a proprio agio sempre. Già se ne parla: “Che fai a Capodanno?”. Superato lo choc di ogni anno a quest’ora, quando inizia a salire la febbre delle feste, e, stranamente, organizzata la serata del 31 dicembre, ecco un’altra grana: “Okay, ma che mi metto?”. E siamo andati subito al punto, ma troppo avanti, perché prima dell’ultimo dell’anno c’è Santo Stefano, il giorno di Natale, la Vigilia. E quindi pranzi, cene, aperitivi, feste e giocate.

di Flavia Ludovisi

Già se ne parla: “Che fai a Capodanno?”. Superato lo choc di ogni anno a quest’ora, quando inizia a salire la febbre delle feste, e, stranamente, organizzata la serata del 31 dicembre, ecco un’altra grana: “Okay, ma che mi metto?”. E siamo andati subito al punto, ma troppo avanti, perché prima dell’ultimo dell’anno c’è Santo Stefano, il giorno di Natale, la Vigilia. E quindi pranzi, cene, aperitivi, feste e giocate.

Tutte occasioni in cui non ci si veste a casaccio ma, è consuetudine, ci si mette più ‘in tiro’. Il Natale è una cosa seria, certamente non per cosa indossare, ma qui si parla di abiti e accessori. Si gioca, insomma, sulle tendenze del momento. E magari qualcuno, scorrendo queste righe leggere, troverà l’ispirazione. Che poi lo scopo, forse un po’ ambizioso, in realtà è questo. Da tenere sempre a mente, però, l’unica regola vera che troverete in questo testo: l’importante è sentirsi a proprio agio. Non esiste un dress code di Natale, poi. Ma probabilmente tutte vogliono essere eleganti alla cena della vigilia e ai pranzi del 25 e del 26 dicembre.

Nessuna vuole sfigurare. Basta una rapida occhiata nei negozi e sui giornali, allora, per rendersi conto che tra i must have di questa stagione c’è il velluto. È tornato di gran moda ed è un tessuto che riesce a rendere elegante anche il look più essenziale. Una giacca, immaginatela verde, fa la differenza su una camicia bianca. Un vestito, magari midi o corto, a tunica. O anche un paio di pantaloni ampi a palazzo o una gonna a pieghe. Per non dimenticare gli accessori. Dai frontini ricamati e con applicazioni alle borse. Insomma, è peccato non avere un capo di questo genere nell’armadio per ‘affrontare’ le feste natalizie 2017. Non si sbaglia mai, invece, indossando una gonna. Così: midi a tinta unita. E sopra una camicetta fantasia.

Comodità ai massimi livelli? La scarpa stringata abbinata. Minimal dal design maschile, decorata, di vernice. L’invasione degli stivali cuissard, poi, non sarà passata inosservata questo autunno. E già, non stanno bene
a tutte, ma ‘chi può’ farebbe bene a sfoggiarli. Parlando di colori, sarebbe scortese non menzionare quello natalizio per eccellenza: il rosso. Se non un abito in questa tinta, anche se è sempre un’ottima idea, almeno un accessorio è d’obbligo durante le feste. Quest’anno, poi, è un gioco da ragazzi trovare nei negozi il capo giusto perché di tendenza. Anche sulla tonalità del bordeaux, sempre chic e meno ‘chiassoso’ del suo primario. Ma anche l’oro e l’argento vogliono giustamente la loro parte e allora lurex è la parola magica. Di giorno e di sera, perché a Natale si può.

Per non parlare di Capodanno. Dipende tutto dal tipo di serata, è chiaro, e se con il nero non si sbaglia mai, è giusto ‘scintillare’ per dare il benvenuto al nuovo anno. Prima ci si decide sul da farsi meglio è, perché si ha più tempo per organizzare le idee. E per comprare subito un paio di calze nuove per non trovarsi senza alle 18 del 31 dicembre. Un classico. Audace e d’impatto: il vestito da avere nell’armadio è corto e color oro. Con un taglio semplice, quasi fosse una t-shirt, così è meno impegnativo e si adatta anche a chi vuole essere meno appariscente. Basterà indossarlo sopra a un paio di pantaloni neri a sigaretta. Ah, il nero. All’ultimo secondo, quando il tempo stringe e si è già passato in rassegna tutto il guardaroba, salta sempre fuori quel vestito total black che poi alla fine “non è male” e
salva il Capodanno. Ma è doveroso ‘lavorare’ anche sugli accessori e sì, si può esagerare quella sera. Ma
senza perdere di vista il buon gusto. E il primo dell’anno? Comincia il conto alla rovescia per i saldi…

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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