
BAGNOREGIO – Una lettera anonima sulla scrivania e all’interno un messaggio sconcertante: “Che Civita sprofondi cento metri sotto terra e che scattino le manette per il primo cittadino”. Questo il succo di una delirante missiva indirizzata al sindaco di Bagnoregio Luca Profili.
Un tentativo d’intimidazione al vertice di quello che è diventato un luogo d’interesse nazionale e internazionale e si è ritagliato un ruolo di traino, per visione e risultati, dell’intera Tuscia.
“Quando ho scelto di intraprendere questa via sapevo che avrei dovuto accettare anche la critica – così Profili -. Sapevo che avrei dovuto mandare giù anche cose più dure ma voglio ricordare che dietro a una persona che ha un ruolo politico c’è una famiglia, ci sono persone e mi dispiace soprattutto per chi ho vicino che, a volte, soffre più di me quando accadono cose simili.
Per me la politica è servizio e la mia forza è la libertà con cui affronto il lavoro che i bagnoresi, a distanza di cinque anni, mi hanno affidato ancora. Con un consenso ampio. Evidentemente il lavoro che stiamo portando avanti, e che sono convinto darà sempre più frutti positivi e ricchezza distribuita, fa saltare i nervi a qualcuno. Qualcuno che sogna la distruzione del nostro territorio e lo vorrebbe povero e abbandonato a se stesso. Senza speranze e senza una strada verso il futuro. Noi siamo qua per impedire a certe mentalità di avanzare e, con il sorriso, amministreremo sempre al meglio Bagnoregio”.
Il primo cittadino si è recato con la lettera anonima ricevuta alla stazione locale dei carabinieri. L’augurio de La Fune è che l’autore o gli autori dello scritto vengano individuati e l’intera redazione de La Fune esprime solidarietà al sindaco Profili.


















