"Cetriolo derivati", ogni anno i viterbesi costretti a pagare 800mila euro all'anno
Comune di Viterbo
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800mila euro escono ogni anno dalle casse del Comune di Viterbo a causa del “cetriolo dei derivati”. Sono figli di un investimento di 26 milioni di euro che invece di fruttare fanno perdere a Palazzo dei Priori quasi un milione di euro all'anno.

800mila euro escono ogni anno dalle casse del Comune di Viterbo a causa del “cetriolo dei derivati”. Sono figli di un investimento di 26 milioni di euro che invece di fruttare fanno perdere a Palazzo dei Priori quasi un milione di euro all’anno.

Un problema grosso come una casa, se si pensa che nel bilancio appena approvato l’amministrazione Michelini ha tagliato dal sociale la bellezza di un milione e 500mila euro. Una ghigliottina destinata a fare molto male alla città e che se si avesse avuto in disponibilità la cifra persa a causa dei derivati sarebbe potuta essere ridotta nel suo impatto di circa la metà dell’entità.

Il male ha origine in pieni anni Novanta, quando i derivati iniziarono ad andare di moda insieme alla finanza creativa di Tremonti. Era l’era Gabbianelli anche se a onor del vero l’allora sindaco non votò la delibera di giunta che decise l’operazione.

Durante la discussione del bilancio il Movimento Cinque Stelle ha proposto un emendamento per rendere possibile la consulenza di un legale, al fine di vedere se percorribile una qualche strada per liberarsi o quantomeno alleggerire il fardello degli 800mila euro fissi di “emorragia” all’anno. Emendamento bocciato nella furia quasi “iconoclasta” della maggioranza verso le proposte altrui.

Si continua così a fare finta di niente a non tentare nessuna strada per cercare di togliere o comunque allentare un giogo così pesante che tutti i viterbesi sono costretti a pagare ogni anno.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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