Giuseppe Cesetti, vita e pittura di un grande tra Maremma e Camargue
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Il 4 marzo alla Fondazione Carivit si parla del rapporto tra il grande pittore e le due terre.

VITERBO – Un incontro per rinnovare la conoscenza della Maremma, in un confronto con la Camargue francese, e un’occasione per ricordare la figura dell’artista Giuseppe Cesetti. È in programma mercoledì 4 marzo 2026 a Viterbo, alle ore 11, presso la Sala delle Assemblee della Fondazione Carivit (Palazzo Brugiotti, Via Cavour 67) la conferenza “Camargue e Maremma: ritratto di due regioni tra similitudini paesaggistiche e culturali. L’artista Giuseppe Cesetti (1902-1990): un ponte tra le due realtà”. Sarà presente Marta Cesetti, figlia di Giuseppe.

Maremma e Camargue sono due terre simili, accomunate da una natura prorompente, dove il rapporto uomo-natura è sempre stato dominante. La bellezza del paesaggio, la ricchezza della flora e della fauna, il lavoro in sinergia con gli animali: butteri e “gardians”, buoi e cavalli. Giuseppe Cesetti, nato a Tuscania, partito diciassettenne per il mondo e diventato pittore di fama, ha vissuto a lungo tra Maremma e Camargue, ne ha ritratto paesaggi ed animali e ha trasmesso i valori di una tradizione millenaria.

Alla conferenza del 4 marzo si parla di tutto questo, con gli interventi delle dirigenti degli istituti scolastici Paolo Savi di Viterbo e Ildovaldo Ridolfi di Tuscania, Paola Bugiotti e Rosanna Giliberto, e della professoressa di storia dell’arte Mariella Gentile, che si occupa da anni dell’arte di Cesetti. I saluti istituzionali sono portati dal presidente della Fondazione Carivit, Luigi Pasqualetti.

Questo incontro è solo la tappa intermedia di un progetto destinato agli istituti menzionati. Infatti, gli studenti del Savi e del Ridolfi sede di Tuscania avranno modo di approfondire i temi della conferenza nell’ambito di un ciclo di incontri che si svolgeranno ad inizio marzo 2026 nelle proprie classi.

Il progetto ha un respiro europeo. Nato da un viaggio nel sud della Francia effettuato dalla giornalista Antonella Montesi, originaria della Maremma e residente a Zurigo, vede la partecipazione dell’ente nazionale del turismo francese, Atout France, dell’associazione culturale ACTAS ed il sostegno di Fondazione Carivit e trova attuazione nelle scuole di Tuscania, dove i ragazzi ne faranno materia di approfondimento e riceveranno in dono da Fondazione Carivit una delle 400 copie della pubblicazione nata dal progetto.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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