C’era una volta Prato Giardino…
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VITERBO – Incuria, degrado, erba alta. Prato Giardino “Lucio Battisti” nell’ abbandono più totale. Nell' articolo le immagini del degrado.

VITERBO – C’era una volta Prato Giardino, il parco più bello della città, dove le famiglie potevano trascorrere  il tempo libero, rilassarsi e godersi un po’ di relax immersi nel verde.

C’era una volta un parco meraviglioso che era il  fiore all’ occhiello della città di Viterbo.

C’era una volta… adesso c’è solo degrado, sporcizia, erba alta che sembra di stare nella savana.  Un parco cittadino abbandonato a sé stesso, al limite della praticabilità. Perché un genitore dovrebbe portare il figlio in un posto così mal degradato e pericoloso? 

Le immagini testimoniano una triste realtà.

Lucio Battisti, a cui il parco è dedicato, cantava:  “Prendila così, non possiamo farne un dramma”.

Invece no caro Lucio… qui a Viterbo è veramente un dramma!

 

Seguono alcune foto che documentano il degrado

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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