"C'era un ragazzo che come me... amava la Lazio e Long John", Guido De Angelis a Canepina
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CANEPINA - Sabato 23 ottobre il giornalista e radiocronista ospite a Canepina.

CANEPINA – Si terrà sabato 23 ottobre 2021 a Canepina, nell’ambito della trentanovesima edizione delle Giornate della Castagna, la presentazione del libro “C’era un ragazzo che come me… amava la Lazio e Long John” di Guido De Angelis, pubblicato da Editime. L’appuntamento è alle ore 17.30 nel chiostro del Museo delle Tradizioni Popolari in Largo Maria De Mattias.

Il volume, uscito lo scorso dicembre, nelle intenzioni dell’autore vuole essere una dedica al suo idolo Giorgio Chinaglia e a tutta la gente laziale, con cui condivide quotidianamente il suo cammino personale e professionale. Guido De Angelis è un volto molto conosciuto nell’ambiente biancoceleste, in cui è in prima linea da tanti anni come cronista, conduttore radiofonico, direttore del magazine “Lazialità” e per un periodo anche speaker ufficiale dello Stadio Olimpico.

Nato nel 1958 e cresciuto a Roma durante il boom economico degli anni ’60, nei suoi appunti di viaggio De Angelis racconta la vita quotidiana del successivo decennio, dominato da tanti sconvolgimenti sociali e politici. Alla passione per la musica, De Angelis affianca da sempre quella per il calcio, lo stadio, la Lazio, che lo porta a diventare giornalista sportivo, conduttore e radiocronista di centinaia di partite al seguito della sua squadra del cuore, in Italia e in Europa.

L’ingresso è libero su prenotazione e con green pass, fino a esaurimento dei posti consentiti dalle norme di prevenzione anti-Covid 19.

Per ulteriori informazioni: Pro Loco Canepina 0761.752761 – Fabio 382.0183259 – Facebook: Proloco Canepina.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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