Centrodestra, ore cruciali. La coalizione rischia seriamente di andare in frantumi
Comune di Viterbo
800 Monastero
La convinzione di vincere qualunque cosa accada non ha fatto bene al centrodestra viterbese. A una manciata di voti al dong di consegna delle liste ancora non c'è il nome del candidato sindaco della coalizione.

La convinzione di vincere qualunque cosa accada non ha fatto bene al centrodestra viterbese. A una manciata di voti al dong di consegna delle liste ancora non c’è il nome del candidato sindaco della coalizione.

C’è chi inizia a domandarsi se ci sia davvero una coalizione. Se questa dovesse reggere alla prova del governo della città, se questa arriverà davvero al governo di Viterbo. Quella che sembrava destinata a rivelarsi come una passeggiata è diventata una strada in salita, da scalare a mani nude per i protagonisti. 

Diversi gli aspiranti candidati sindaco volati via. Altri restano ancora sul banco anche se la linea ufficiale, salvo smentite dell’ultima ora, racconta una scelta che può cadere essenzialmente su due versanti. Da una parte Giovanni Arena, per Forza Italia, dall’altra Alessandro Usai per la Lega. Braccio di ferro serrato tra i due partiti e la possibilità che tutto salti, con conseguente corsa separata delle varie forze che potrebbero spaccarsi in tronconi.

Anche perché il quadro frammentato generale può rappresentare una seria tentazione per qualcuno per innescare un gioco diverso. Anche perché il voto alle comunali non è quello delle politiche, dove entrano in gioco tanti fattori. 

Oggi viene raccontato come il giorno buono per conoscere come andrà a finire questa telenovelas. Ultimatum da Fratelli d’Italia e Lega. Ma la giornata dovrà essere digerita tutta e forse non basterà. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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