Centrodestra, la fine del mondo è servita. Entra in consiglio Ubertini e (forse) un leghista
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VITERBO - E poi venne il "big bang". Neanche i Maia l'avevano predetto e francamente, nonostante poteva essere intuibile, nessuno immaginava un finale così clamoroso. Per il centrodestra viterbese è la fine di un mondo. 

VITERBO – E poi venne il “big bang”. Neanche i Maia l’avevano predetto e francamente, nonostante poteva essere intuibile, nessuno immaginava un finale così clamoroso. Per il centrodestra viterbese è la fine di un mondo. 

Con l’8,3% dei consensi la compagine a sostegno di Claudio Ubertini porterà solo lui in consiglio e forse, con l’assegnazione dei resti, il più votato tra i leghisti. La lista della Lega ha preso il 5,1% dei consensi. Vi giriamo che è vero. Il listone Forza Italia – Fondazione – Udc ha preso il 4,2%. Anche in questo caso non c’è trucco e non c’è inganno. 

Resta fuori dal consiglio un personaggio del calibro di Giulio Marini. Ma anche due tra Stefano Evangelista, Andrea Micci o Vittorio Galati o forse tutti e tre se non scattasse il secondo seggio con i resti. Gianmaria Santucci era rimasto fuori per scelta volontaria, scegliendo proprio di non candidarsi. Fuori dal consiglio anche Paolo Barbieri. 

Una parte importante del mondo politico che ha dominato la scena locale per decenni finisce qui. Difficile immaginare un futuro. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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