Centrodestra in frantumi, la candidatura di Usai spacca il tavolo delle trattative
usai
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Il tavolo della coalizione del centrodestra non c'è più. Si è rotto ieri sera, orario cena. Sfasciato. L'indiscrezione della possibile candidatura del giornalista Mediaset Alessandro Usai, annunciata per prima da La Fune e smentita da altre testate locali, in realtà ha continuato a "viaggiare" in questi giorni.

Il tavolo della coalizione del centrodestra non c’è più. Si è rotto ieri sera, orario cena. Sfasciato. L’indiscrezione della possibile candidatura a sindaco di Viterbo del giornalista Mediaset Alessandro Usai, annunciata per prima da La Fune e smentita da altre testate locali, in realtà ha continuato a “viaggiare” in questi giorni.

Forte, sempre più forte. Al punto che la Lega viterbese ha comunicato agli alleati l’idea di candidare Usai nella tarda giornata di ieri. Anche perché a rimettere il tema al centro era stato nella mattina un articolo del nuovo giornale del Centro Studi Aldo Moro dal titolo: “Centrodestra, tra i tanti litiganti gode l’ultimo arrivato”.

Così la partita si è incartata. Saltato in aria il tavolo in programma per le 17,30 di oggi presso la sede di Fratelli d’Italia. Perché la sede di Fratelli d’Italia? “E’ la più comoda per il parcheggio”, ci informa uno dei diretti interessati.

Telefoni spenti, irragiungibili, occupati. E’ tutto un groviglio di chiamate fino a notte fonda tra i politici e civici del centrodestra. Caos totale. “Ognuno va per la sua strada”, il commento più ridondante. La partita delle comunali è così più aperta che mai. E il centrodestra dividendosi si candida a guardare vincere.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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