Centrodestra, ieri sera nuovo incontro con fumata nera
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Il problema per il centrodestra sono i nomi. Non tanto quello del sindaco da trovare, di aspiranti ce ne sono anche troppi, piuttosto proprio questa abbondanza. Ieri sera ennesima riunione tra tutte le anime: Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e fronte dei civici. Fumata nera, come ovvio.

Il problema per il centrodestra sono i nomi. Non tanto quello del sindaco da trovare, di aspiranti ce ne sono anche troppi per il ruolo di candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, piuttosto proprio questa abbondanza. Ieri sera ennesima riunione tra tutte le anime: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e fronte dei civici. Fumata nera, come ovvio.

C’è ancora tempo, questo è vero. E più il tempo passa e più il centrosinistra si cuoce nella sua salamoia post micheliniana. Con i “fioroniani” alla ricerca di un’identità e lo strapotere panunziano che comunque deve organizzarsi. 

Ma è pure vero che tutti: Ubertini, Arena, Santucci e Contardo; ora credono di poter fare il primo cittadino di Viterbo. E’ legittimo, sono lì a un palmo dalla candidatura. E poi mettere i nomi lì sul campo significa anche attizzare la competizione e annebbiare le menti. 

Gli uomini con carattere più adolescenziale potrebbero ritenere che per una questione di dignità devono spuntarla e prevalere. Anche se la vera superiorità in queste situazioni complesse sta nella capacità di leggere il quadro, capire la mossa più opportuna e farsi di lato chiedendo posti di rilievo in giunta. Meglio costruire uno schema capace di fare eleggere un papa e tre cardinali piuttosto che azzuffarsi, perdere lucidità e di vista l’obiettivo, e partorire da questa montagna quattro “pretonzi”. 

Il candidato sindaco del centrodestra è un prodotto che vedremo venire fuori a fuoco lento. Poco prima di fine mese, quindi abituiamoci alle fumate nere. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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