Centro storico, sfogo di commercianti. La temperatura è alta
Porta San Pietro 01
CNA 800x120
Sul centro storico si sta per giocare una partita importante. Il termometro tra i commercianti e residenti indica una temperatura piuttosto elevata. Non è febbre, è incazzatura è rammarico è sconforto.

La patata è di quelle bollenti, e in autunno (forse anche prima) rischia di carbonizzarsi. A camminare sui carboni ardenti del centro storico sarà l’amministrazione comunale in carica. A loro, dopo decenni di ritardo attribuibili ai precedenti inquilini del Palazzo, tocca mettere mano alla faccenda.

Quale futuro per il centro storico di Viterbo? Se lo chiedono in tanti, in tantissimi. Tra residenti e commercianti. E’ puro caso, ma in queste sere ci siamo trovati all’interno di un’attività del centro. Ci conoscono, conoscono La Fune. Si sfogano. L’attacca bottone è semplice: “Stavo leggendo su La Fune che Barelli ha incontrato i commercianti. Io non ne sapevo niente e faccio parte di uno dei comitati”. Il seguito è sintetizzabile così: “Qui finisce male”.

Non possiamo tirarci indietro e affrontiamo la conversazione, incalzando: perchè?; chiediamo. “Sappiamo che vogliono chiudere il centro, mettere i varchi elettronici. Non si rendono conto, personalmente spero e conto di andare via da Viterbo. Ho già avuto contatti con Siena, ma punto ad andare altrove”. L’attività non è di quelle che le sue colpe ce l’hanno, anzi. Si tratta di una realtà innovativa e dinamica che dà valore al centro storico. E’ un’attività di ristoro, ma di quelle che si sono inventate qualcosa di unico, almeno in tutta la provincia di Viterbo. Un posto che meriterebbe tanto di cappello.

“Questa situazione del centro storico è destinata a esplodere – continua il commerciante -. Questa parte della città è stata di fatto abbandonata da anni. In passato sono state attuate scelte che hanno spinto per portare la gente via dal centro. Insomma si è desertificato. Ci sono una miriade di problemi e chiudere, senza concordare, senza sperimentare, ci ammazzerà tutti”.

Rilanciamo chiedendo che intensioni hanno, come commercianti. “Il problema è che siamo tutti divisi. Non c’è visione d’insieme. Anche il fatto che si siano costituiti due comitati del centro storico la dice lunga. Dovevamo agire subito e invece ci siamo fatti illudere dall’estate e da queste feste di Santa Rosa che un po’ di gente la portano. Abbiamo però davanti un lungo inverno”.

Quali sono i problemi?; chiediamo. “La pulizia delle strade, a volte l’odore d’urina è nauseabondo. Poi la sicurezza: qualche sera fa, mentre andavo a casa a piedi ho visto uno bucarsi – ci risponde, mimando il gesto della siringa sul braccio -. Non mi era mai capitato in sessanta anni di vita. Poi tutta una serie di cose che ci rendono ridicola come città turistica, o aspirante tale. Non c’è un cartello che indica dove sono le cose da vedere, vediamo i pochi turisti che arrivano dispersi tra le vie e spesso funzioniamo noi da informatori. Ridicolo. Così come ridicolo è stato liberare le piazze dalle auto per mettere in bella mostra lo schifo della pavimentazione e per lasciarle vuote, come simboli premonitori di una città morta. Avevano promesso gli eventi nei fine settimana, io non li ho visti”.

Facciamo presente che l’amministrazione ha annunciato che sarà aperto un tavolo di confronto sul centro storico. La risposta: “Ho saputo cosa hanno in testa, è folle. I tavoli si possono pure aprire, bisogna vedere se si riducono a luoghi dove parlarsi addosso o a strumenti di lavoro seri. La speranza è l’ultima a morire, ma diciamo che non gode di buona salute”.

 

aiac_banner_02
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
Onda
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
monastero interno
aiac_banner_01