Centro storico, l'idea buona di Alvaro Ricci sul manager culturale affossata dalla maggioranza
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Attendiamo fiduciosi per il prossimo futuro. Facciamo i complimenti al consigliere Ricci per la visione e la concretezza dell'emendamento. Non condividiamo la fretta e la superficialità con cui è stato liquidato, né le motivazioni accampate. 

VITERBO – Alvaro Ricci porta alla votazione sull’assestamento di bilancio un emendamento “potente” sul centro storico ma la maggioranza lo affonda con grande banalità e superficialità.

Peccato, perché il Corsaro stava per segnare un gol nella difficile partita tra il centro storico e  la depressione. A lui va il merito di avere portato in consiglio comunale l’idea di un contributo per un manager culturale incaricato di pianificare l’offerta del centro storico. E’ un tema su cui La Fune si sta battendo da un po’ e una leva per rilanciare il centro storico in cui crediamo con forza. Peccato che la maggioranza abbia altre intenzioni e ha motivato il no con una diversa visione strategica sul futuro della città.

Concetto curioso perché proprio avere un manager culturale è strategia e non averlo significa invece vagare a caso. Uno stano modo di concepire il significato della parola “strategia”. Nelle scorse ore abbiamo proposto alla sindaca Frontini di rinunciare all’azione di fare pagare ai viterbesi il parcheggio gratis di chi andrà a comprare qualcosa in centro per un’ora e spendere quegli 80mila euro per un manager e il budget annuale con cui realizzare micro eventi tutti i fine settimana nel centro storico.

Poi Ricci va in consiglio e presenta un emendamento di cui siamo stati molto entusiasti. Non sappiamo se “ispirato” da quanto scriviamo (ammesso che il consigliere ci legga) o se pensato direttamente. Sta di fatto che con il suo emendamento ha portato in consiglio un tema che valutiamo importante e che sarà necessario affrontare quando si inizierà ad approcciare davvero in termini strategici al rilancio del centro.

Attendiamo fiduciosi. Facciamo i complimenti al consigliere Ricci per la visione e la concretezza dell’emendamento. Non condividiamo la fretta e la superficialità con cui è stato liquidato, né le motivazioni accampate.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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