
Occhio a sabato 15 febbraio, il giorno dopo San Valentino inizia per i viterbesi con novità importanti che riguardano il centro storico. Arriva la chiusura “ragionata” della città dentro le mura. Solo nei fine settimana (sabato e domenica) sarà interdetto il traffico di veicoli in alcune zone, il tutto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Ecco le zone interessate: via S.Lorenzo, P.zza S. Lorenzo, Via Cardinal La Fontaine, P.zza del Gesù, Via Chigi, P.zza della Morte, P.zza S. Carluccio. Mentre in via Cavour, all’altezza di Via Annio, sarà disposta la deviazione del traffico.
Esonerati dal divieto i residenti, i mezzi pubblici, i dottori convocati per qualsiasi urgenza, i disabili muniti di apposito pass e i veicoli a servizio della curia vescovile.
Contemporaneamente parte il piano per liberare le piazze storiche dalle auto. Si parte da piazza Fontana Grande, sgombera già dal pomeriggio di ieri, con gli operai al lavoro per rimuovere dai lastroni di peperino il blu delle strisce del parcheggio. Segno di un tempo che se va. Presto seguiranno la stessa sorte anche piazza della Morte, Santa Maria Nuova, Don Gargiuli e San Carluccio.
Il Comune ha applicato criteri matematici alla soppressione dei posti auto, quelli tolti da piazza Fontana Grande per esempio sono stati recuperati su via Garibaldi. Per rimpiazzare quelli che si andranno a perdere nelle altre piazze nasceranno nuovi quadrati blu in via Sant’Antonio e San Clemente.
IL PUNTO DI SVOLTA, IL CORAGGIO DI ALVARO RICCI
Il tema della chiusura del centro storico tiene banco dall’era Gabbianelli. Chi non ricorda una delle ultime uscite pubbliche del celebre commerciante viterbese Mimì, con tanto di tromba sotto Palazzo dei Priori, per protestare contro l’idea di rendere ZTL la parte più antica del centro storico? Il passo mosso dall’amministrazione Michelini, con la regia dell’assessore al ramo Alvaro Ricci, è importante. La sperimentazione della ZTL è un piccolo passo verso la chiusura del centro, che verosimilmente sarà accompagnata e diventerà sempre più significativa con la realizzazione delle infrastrutture (parcheggi e ascensore di Valle Faul) che sono state cantierizzate.
IL CENTRO STORICO NON E’ IL MC DRIVE
In questo ambizioso progetto, di rendere una buona parte del centro area pedonale, gioca un ruolo strategico la capacità di riorganizzazione del servizio di trasporto urbano che fa il paio con un’abile politica di tariffe dei parcheggi. Insomma aree di sosta e autobus devono essere messi a sistema per offrire servizi ottimali a cittadini e turisti, per portare entrate soddisfacenti alle casse della municipalizzata Francigena e smorzare le critiche di quei viterbesi che sono abituati (male) a entrare quasi nei negozi a bordo delle proprie auto. Insomma occorre un’organizzazione impeccabile di tutto un sistema per non permettere ai viterbesi dal “culo pesante” di lamentarsi e fare pressione affinché l’idea di chiudere il centro si sgretoli.
GLI OCCHI ROSSI DEI COMMERCIANTI E LA SCOMMESSA DI PORTARE GENTE IN CENTRO
Questa prima chiusura soft sta già determinando malumori tra i commercianti del centro. E’ opinione diffusa infatti che se ai cittadini non è permesso parcheggiare davanti al negozio, magari in doppia fila sui gradini di qualche chiusa o di qualche fontana, nessuno va a comprare. Occorre trovare argomentazioni convincenti per convincerli del contrario, quindi il Comune di Viterbo deve giocare un’altra grande partita: portare gente in centro. Per farlo c’è un assessorato strategico: Cultura e Grandi Eventi. Magari sarebbe il caso di iniziare a gestirlo in maniera meno arroccata e più inclusiva. Le associazioni cittadine, “amiche” e “non amiche” (ma poi amiche e non amiche di chi?), possono essere di grande aiuto. Possono essere depositarie e promotrici di idee funzionali ad attirare gente in centro e dal loro rafforzamento potrebbero derivare benefici importanti per l’intera città.


















