
Non siamo alla giostre di Santa Rosa ma l’effetto sembra quello. Alvaro Ricci è esattamente al centro del grande Tagadà del centro storico. Se non sapete cosa sia il Tagadà avete dei problemi. Anche l’assessore ne ha, anche la maggioranza a quanto pare. Ergo siete in buona compagnia.
Veniamo al consiglio straordinario sul centro storico, andato in scena oggi. Non era aperto quindi si è trattato di un confronto tra consiglieri e assessori. Commercianti e residenti neanche sono andati a vedere, tanto per dire il livello d’interesse. In realtà anche diversi consiglieri di maggioranza hanno dimostrato di non avere tanta voglia di affrontare l’argomento e alla prima chiama è mancato il numero legale. Complice l’uscita della minoranza che ha fatto il suo gioco, palesando di fatto che Michelini e i suoi non avevano i numeri.
Un Filippo Rossi, che si trasforma occasionalmente da presidente del consiglio in consigliere di Viva Viterbo, prende la parola e in pratica spiega l’inutile di costruire eventi senza la giusta comunicazione. Ci fa piacere che anche lui si sia reso conto che quanto da noi più volte sostenuto in occasione del “chiacchierato” Natale viterbese 2013 corrisponde ad un’analisi veritiera e logica dei fatti. Meglio tardi che mai. Anche se il suo discorso che la gente va nei posti solo perché ci si fanno le cose è parzialmente accettabile. Ma qui ci sarebbe da aprire un capitolo nuovo.
Alvaro Ricci ha relazionato, a braccio e a voce, sul centro storico. Solita “solfa” già sentita. Si va al voto e scatta la sorpresa: Goffredo Taborri, Marco Ciorba, Francesco Moltoni e Livio Treta; si astengono. Fanno il loro dovere di maggioranza tutti gli altri. Gli astenuti lamentano l’assurdità di votare una relazione a voce, non prodotta in un documento. Alvaro Ricci balla al centro del Tagadà e incassa anche questo scossone. Poco prima aveva dichiarato in consiglio di “sentire su di sè il peso di questa vicenda del centro storico”.


















