Centro storico, il Tagadà di Palazzo dei Priori
ricci
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Nella grande balera del centro storico Alvaro Ricci sta al centro del Tagadà. Una botta gliela danno i commercianti, un'altra pezzi della sua stessa maggioranza. Anche oggi fiumi di parole a Palazzo dei Priori. Restiamo sereni in attesa di fatti.

Non siamo alla giostre di Santa Rosa ma l’effetto sembra quello. Alvaro Ricci è esattamente al centro del grande Tagadà del centro storico. Se non sapete cosa sia il Tagadà avete dei problemi. Anche l’assessore ne ha, anche la maggioranza a quanto pare. Ergo siete in buona compagnia.

 

Veniamo al consiglio straordinario sul centro storico, andato in scena oggi. Non era aperto quindi si è trattato di un confronto tra consiglieri e assessori. Commercianti e residenti neanche sono andati a vedere, tanto per dire il livello d’interesse. In realtà anche diversi consiglieri di maggioranza hanno dimostrato di non avere tanta voglia di affrontare l’argomento e alla prima chiama è mancato il numero legale. Complice l’uscita della minoranza che ha fatto il suo gioco, palesando di fatto che Michelini e i suoi non avevano i numeri.

 

Un Filippo Rossi, che si trasforma occasionalmente da presidente del consiglio in consigliere di Viva Viterbo, prende la parola e in pratica spiega l’inutile di costruire eventi senza la giusta comunicazione. Ci fa piacere che anche lui si sia reso conto che quanto da noi più volte sostenuto in occasione del “chiacchierato” Natale viterbese 2013 corrisponde ad un’analisi veritiera e logica dei fatti. Meglio tardi che mai. Anche se il suo discorso che la gente va nei posti solo perché ci si fanno le cose è parzialmente accettabile. Ma qui ci sarebbe da aprire un capitolo nuovo.

 

Alvaro Ricci ha relazionato, a braccio e a voce, sul centro storico. Solita “solfa” già sentita. Si va al voto e scatta la sorpresa: Goffredo Taborri, Marco Ciorba, Francesco Moltoni e Livio Treta; si astengono. Fanno il loro dovere di maggioranza tutti gli altri. Gli astenuti lamentano l’assurdità di votare una relazione a voce, non prodotta in un documento. Alvaro Ricci balla al centro del Tagadà e incassa anche questo scossone. Poco prima aveva dichiarato in consiglio di “sentire su di sè il peso di questa vicenda del centro storico”.

 

 

 

 

 

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Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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