Centro storico, gioielliere aggredito da banda di vagabondi: "A 54 anni non ci sto". L'uomo ha reagito ma nessuno è andato in soccorso

VITERBO - Il fatto si è verificato nei giorni scorsi e Alessandro Agostinello, della nota Gioielleria Agostinello, ha deciso di raccontare quanto accaduto.
VITERBO – Gioielliere del Sacrario aggredito da una “banda” di vagabondi che bivaccano quotidianamente vicino al suo negozio. Il fatto si è verificato nei giorni scorsi e Alessandro Agostinello, della nota Gioielleria Agostinello (un pezzo della storia del centro storico viterbese) , ha deciso di raccontare quanto accaduto.
“Cinque-sei tra stranieri e italiani, con due cani al guinzaglio, che frequentano la zona del Sacrario tutti i giorni con birre sempre in mano, sono fuori al mio negozio. Mentre chiudo ho notato che fissavano e io dovevo buttare il sacchetto dell’indifferenziata, proprio dove stavano loro. Avrei potuto lasciarla vicino al negozio, ma non è dove la lascio sempre quindi vado verso questo gruppo e lascio il sacchetto.
Subito cominciano a rompere che la busta me la dovevo portare via e io gli dico che è lì che la lascio. Uno di loro (italiano) mi sfida sotto alla faccia, era evidentemente fatto tra alcool e non so cosa di altro, ma viene portato via da un ragazzo di colore che stava con lui dicendomi di andare che ci pensava lui.
Vado a prendere lo scooter e questo tira la busta in mezzo alla strada strillandomi che la dovevo riprendere venendomi incontro, faccio altrettanto e cominciamo a discutere, improvvisamente mi da due schiaffi, il primo l’ho preso il secondo no.
Nel frattempo sempre il solito ragazzo di colore è corso a portarlo via mentre gli altri venivano per aiutarlo ma l’unico ragazzo lucido mi chiede di andare vedendo gli altri con i cani che venivano giù”. Questo il racconto del professionista sui social.
“Scusate ma quando sento parlare di daspo urbano sorrido, recentemente ho visto anche la rissa con tanto di investimento. Penso che è arrivato il momento di pensare che non va più bene così, a 54 anni non ci sto”. Commenta Agostinello.
Poi una conclusione rivolta alle persone che ogni giorno lavorano là vicino e che ci abitano: “Pretendiamo di essere difesi dalla polizia sempre ma questo non è possibile ovviamente ma in compenso potremmo aspettarci una coesione, un aiuto, un fronte unico da chi vediamo tutti i giorni o semplicemente da persone perbene che vedono 6 delinquenti contro uno….e forse questa è la cosa peggiore che è accaduta, vi spiego il perché. Ieri mattina gente che mi conosce da 40 anni che lavorano lì vicino, mi ha detto di aver visto tutto. Non hanno fatto un passo verso di me, non per fare una rissa, posso capire la paura di affrontare questi soggetti, ma neanche a strillare o far finta di chiamare la polizia. Bene questo per me è molto peggio di quello che è successo perché se vogliamo che non accadono cose così il primo passo lo dobbiamo fare noi respingendo questi dementi tutti insieme, ma evidentemente finché non ti tocca da vicino è meglio farsi i cavoli propri, Non sapendo però che oggi a me e domani a te. Riflettete”
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…


















