Centro storico, chiude lo storico Magnamagna ma ci sarà una nuova rinascita
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - L'appuntamento con i clienti e gli affezionati per questa domenica, dalle ore 10, nel winter garden per l’ultimo giorno di apertura.

VITERBO – Chiude il Magnamagna dopo 14 anni, ma lo fa per un rilancio. “Rinasceremo, ingrandendoci e rilanciando la nostra presenza a Viterbo – ci tiene a precisare l’imprenditore Filippo Palumbo -. Non è un addio,  approfitteremo dei mesi che abbiamo davanti per studiare un nuovo brand e nuove possibilità. Un lavoro che abbiamo in mente già da tempo”.

“Dopo oltre tredici anni di onorata carriera abbiamo deciso di mettere la parola fine a una storia che non immaginavamo ci portasse così lontano – scrivono i titolari dello storico locale -. Senza accorgersene il Magnamagna ha rappresentato (forse) la prima zona franca della città con una vista su quel “mare” rappresentato da Orson Welles nel film “Otello”; quel mare in realtà era una distesa di storia e bellezza a cui mancava qualche sorriso e qualche brindisi, insomma un punto di incontro o più propriamente un punto di socializzazione – questa la nota ufficiale del locale –

È da quella socializzazione spontanea che si è creata una piazza, e noi a quella piazza abbiamo non solo voluto bene ma dato un servizio destinato a turisti e concittadini. Penso che non solo ci abbiamo provato ma in parte ci siamo anche riusciti. Dispiace chiudere così ma senza una vera chiusura non potrà esserci un nuovo inizio”.

Quindi l’appuntamento con i clienti e gli affezionati per questa domenica, dalle ore 10, nel winter garden per l’ultimo giorno di apertura.

 

800 Monastero
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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