
IL CORNER DEL PROFESSORE – Dopo Santa Rosa si ritorna al politichese. Nunzi, super delegato della maggioranza alle attività economiche, focalizza nella mancanza di “Food & Beverage” la debolezza strutturale del Corso Italia e indica in Schenardi, gestione Eleonora Bonucci, la speranza. Micci, consigliere di opposizione nelle liste della Lega, risponde rapidamente e afferma, attraverso i giornali, che la soluzione è negli sgravi fiscali e incentivi.
Chi ha ragione? Ormai sono vecchio, di sicuro hanno ragione entrambi… in percentuale. Ma è una percentuale piccolina. Il che significa che hanno torto entrambi in percentuali ben maggiori. Intanto una domanda per Micci: ”Il problema è vecchio, quando la Lega era in maggioranza, quali sono state le misure adottate?”.
Spero non si offendano entrambi, l’amico d’infanzia Marco Nunzi è l’amico Andrea Micci, cui sono legato da affetti familiari importanti. Mi sembrano analisi a dir poco superficiali. Il problema del centro storico e delle saracinesche tirate giù è complesso, comune a tante città
e rispecchia perfettamente i flussi diffusi quasi ovunque.
Si debbono fare anche altre considerazioni locali: credo che non sia giusto aiutare economicamente chi fa attività commerciale e vuole guadagnare. Ogni imprenditore valuta, programma e prova: oneri e onori. Qualcuno apre, qualcuno chiude. Quindi Micci ha torto. Allo stesso tempo sperare che dopo Schenardi altre attività private rischino capitali ed energie per soccorrere un moribondo penso sia effimero. Inoltre a Viterbo esiste già la zona cibo e bevande, il quartiere San Pellegrino. Quindi Nunzi ha torto.
Ma anche considerazioni ancora più generali: nessuno può cambiare le idee e la cultura dei padroni dei locali al Corso, che propongono affitti troppi alti. Nessuno può cancellare i tanti centri commerciali. Ovviamente, ripeto, ovviamente, nessun politicante o negoziante che sia, può fermare, cancellare o far dimenticare l’e-commerce. Il mondo è cambiato. Possibile che si pensi al passato come modello di sviluppo? Mi sembra paradossale.
Nel 2035 i lavori che avranno più esigenza di personale ancora non sono stati inventati. La rivoluzione della Intelligenza Artificiale è appena iniziata. Il mondo cambierà ancora. Guardare indietro è una stupidaggine.
Non tiro mai il sasso e nascondo la mano. Offro sempre soluzione: consapevolezza, identità e pianificazione. Il concetto di città deve essere rivisto, abbiamo bisogno della partecipazione di tutti e di un obiettivo comune che passi attraverso le tre parole in neretto. All’interno di una strategia ben delineata tutti possono trovare spazio e sia Nunzi che Micci avrebbero ragione, sempre in percentuale, ma almeno parte di un piano.
Ogni amministrazione deve avere un piano a 5 anni, comunicarcelo prima delle elezioni e portarlo avanti per lo stesso lasso temporale. Nessuno ferma una comunità unita dagli stessi valori. Kennedy disse che sarebbero andati sulla luna e ci sono andati. Noi non possiamo dire che vogliamo una città sicura, pedonale, culturale e vibrante? Le mie parole non sono come quelle di un politico, Tuscia in Fiore fa, propone, realizza continuamente azioni in quelle direzioni. Il nostro è un gruppo di persone unite dagli stessi valori. Dobbiamo anche imparare a pensare Tuscia. Il neo rinascimento del XXI secolo è possibile e partirà da Viterbo. Per favore non dite cosa pensate, raccontateci quello che avete fatto.
Nunzi ha portata a terra, come dice sempre l’assessore Aronne, il progetto “Calici Diffusi”. Bravo, continuasse a fare e lasciasse ai politici le
affermazioni buttate lì. Serviranno tante soluzioni, tante persone che si dedichino allo stesso piano. Ovviamente iniziamo subito dalle cose piccole: un calendario annuale di attività, basta eventi le cui locandine iniziano a girare solo tre giorni prima. Anzi, basta locandine. La comunicazione deve essere micro e macro: continua sui social e grande sui cartelloni. Ci deve essere qualche tabellone digitale che tutti i giorni ci dica cosa sta per succedere.
Dobbiamo iniziare con la pulizia dalla sporcizia e dalle macchine a cerchi concentrici a partire da piazza del Comune. Mai più “gallinari” nella piazza delle meraviglie. Quanto sopra non è difficile, basta averlo come priorità. Se qualche assessore pensa che il “gallinaro” in piazza del
Comune per qualche mese sia accettabile…… Non tutti possiamo fare gli assessori. Si deve trovare la maniera di rendere accettabile e nascosto il “gallinaro”. Spero di non perdere amici ma se, chiunque, in buona fede pensa che il “gallinaro” vada bene …


















