
IL CORNER DEL PROFESSORE – Siamo o non siamo grezzi e invidiosi? Noi viterbesi, io lo sono sia da generazioni che per scelta, siamo grezzi e invidiosi. Siamo anche reazionari: il cambiamento ci destabilizza, chiunque venga da fuori è guardato con sospetto, le evoluzioni debbono essere molto lente altrimenti non accettate a priori senza valutarle nel merito. Se poi il cambiamento è rappresentato da una donna giovane e capace…
Come sempre quando sono a Viterbo parlo almeno con 10 persone al giorno. Adesso tutti mi chiedono: chi è e cosa deve fare la nuova assunta dal Comune? Ho guardato su internet. Si chiama Martina Campanella, è di Genova, ha fatto il liceo artistico Nicolò Barabino sempre di Genova dove è andata anche l’attrice Valeria Ottolenghi. Ovviamente leggo dal suo profilo Facebook dove trovo anche che è sposata, immagino con un viterbese (poi ho scoperto con un veterinario viterbese). Curiosando nel profilo Linkedln scopro che ha anche un diploma di Laurea da Polimoda (2003-2006) ed è vincitrice della borsa di Studio Salvatore Ferragamo.
Ho sentito una sua intervista sempre su Linkedln e mi sembra abbia un ottimo accento quando parla l’inglese. Le sue esperienze sono nel mondo della moda, innovazione e branding. Dalle foto, sempre su Linkedln, ha lavorato in Italia e sembra conosca l’onorevole Rotelli. Credo aver risposto alla prima domanda che mi pongono tutti.
L’attuale sindaca di Viterbo è una ragazza giovane e capace. All’inizio tutti o quasi la hanno guardata in cagnesco o sperato ricevere favori. Dopo tre anni, a valle di molti progetti con fondi PNRR-FESR-Giubileo, il suo ruolo è accettato da tutti ed è rispettata almeno da una grossa fetta di popolazione.
Che questa giunta abbia provato negli ultimi tre anni a guardare almeno più lontano del naso credo sia innegabile. Sia investire su Viterbo capitale della cultura Europea che la promozione fuori provincia che la scelta di una persona che proponga e porti avanti il brand “Centro Storico” di Viterbo sono novità assolute.
Questa è la missione della nuova assunta: brand per il centro storico. Dobbiamo apprezzare e sperare per Martina, per Viterbo e per tutti noi che faccia molto bene. Mio grande dubbio: solo 29.500 l’anno, definita dalle colonne del Corriere di Viterbo “cifra onnicomprensiva”? Sono terrorizzato. Spero sia un errore. Per una persona a partita IVA come Martina Campanella, la cifra è un medio rimborso annuo. Con quali soldi farà promozione? Come farà a supportare attività che hanno intenzione di aprire a Viterbo centro? Che significa “brandizzare” il centro storico? Con quali mezzi?
Spero le venga dato almeno lo stesso budget accordato alla cordata che dovrebbe portare Viterbo alla candidatura di Capitale Europea della Cultura Europea nel 2033: più di 400.000 euro. Di questo sono felice: finalmente un affidamento diretto. Come dice Giorgia Meloni, se non hai coraggio non fare il sindaco. Immagino che sia la più alta carica di Palazzo dei Priori che la giunta, abbiano incontrato e valutato Martina Campanella. La loro non solo è una scelta legittima, è da ripetere.
La giunta, come del resto Martina Campanella, verrà giudicata nei risultati non nel numero di procedure di bandi avviate. Vincere le elezioni deve significare assumersi le responsabilità, non vivere nell’immobilismo. Azione, finalmente. Avanti così. Sia chiaro, non entro nel merito delle scelte sia di persone che strategiche, ognuno, me compreso, ne avrebbe fatte di altre. Credo che dobbiamo aspettare due anni e giudicare Martina Campanella sui risultati.
Se non porterà a casa qualcosa di tangibile lei non avrà il contratto rinnovato e la signora Sindaca, forse, ne pagherà le conseguenze elettorali. Ultima cosa da fare, adesso, è anche solo lontanamente pensare o parlare in tono negativo di Martina Campanella. A lei l’augurio di tutta la città di fare molto bene. Immagino come per moltissimi, nel mio piccolo sono a sua disposizione. Basterà chiedere. Sarebbe bello sapere presto la sua idea di brand e le prossime mosse ma, di sicuro, adesso dobbiamo tifare Martina, non essere grezzi ed invidiosi.


















