Centri sociali polivalenti, la riapertura dal primo novembre
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VITERBO - Ne danno notizia il sindaco Giovanni Maria Arena e l'assessore ai servizi sociali Antonella Sberna, all'indomani dell'informativa inviata ai presidenti delle strutture con una serie di comunicazioni e raccomandazioni, e a seguito di un costante confronto tra l'amministrazione e gli stessi presidenti dei centri.

VITERBO – Riaprono i centri sociali polivalenti. Dal prossimo 1 novembre le strutture del territorio comunale potranno tornare a ospitare i nostri anziani. Ne danno notizia il sindaco Giovanni Maria Arena e l’assessore ai servizi sociali Antonella Sberna, all’indomani dell’informativa inviata ai presidenti delle strutture con una serie di comunicazioni e raccomandazioni, e a seguito di un costante confronto tra l’amministrazione e gli stessi presidenti dei centri.

“Le attività devono riprendere – ha affermato il sindaco Arena – soprattutto quelle aggregative per i nostri anziani, una componente importante della nostra società che ha particolarmente subìto le restrizioni legate al Covid. Raccomando la massima attenzione al rispetto delle misure di sicurezza, ancor di più in questa fase di ripartenza. Insieme all’assessore Sberna e ai presidenti dei centri, che ringrazio per la collaborazione di questi mesi, si può finalmente ripartire con un servizio utile, sicuro e rinnovato”.

“Un servizio che è stato necessario interrompere all’inizio della pandemia – ha ricordato e spiegato l’assessore Sberna -. Siamo sempre stati in contatto con i presidenti e proprio con loro in questi mesi abbiamo avviato anche dei nuovi servizi. Da un recente confronto, dopo aver valutato una serie di situazioni, abbiamo concordato sulla possibilità di poter riaprire i centri. Di poter riaprire in sicurezza. Come già comunicato a tutti i responsabili dei centri – prosegue l’assessore Sberna – il Comune garantirà alle strutture le condizioni necessarie per poter ripartire. Da parte dello stesso Comune di Viterbo ci sarà un continuo monitoraggio e una grande attenzione affinchè il ritorno alla normalità avvenga nel massimo rispetto delle vigenti misure anti contagio. Siamo davvero molto felici di poter riaprire i centri sociali polivalenti del territorio comunale. Finalmente i nostri anziani potranno ritrovarsi e potranno tornare a svolgere quelle attività sospese per tutti questi mesi, bruscamente interrotte con l’inizio della pandemia”.

Prima della riapertura dei centri, il Comune provvederà alla sanificazione dei locali. Come stabilito dal “Piano territoriale regionale – giugno 2021″ approvato dalla direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria e dalla direzione regionale per l’inclusione sociale – si legge nell’informativa inviata dal settore servizi sociali ai presidenti delle strutture – i centri sociali, ricreativi e i centri anziani nel Lazio potranno riprendere le proprie attività “post Covid”. Si rammenta inoltre che il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, coordinato con la legge di conversione 16 settembre 2021, n. 126, recante: “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, richiede, a partire già dallo scorso dal 6 agosto, il possesso del green pass per accedere a numerose attività tra le quali i centri culturali, centri sociali e ricreativi.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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