
Impianto a biometano di Grotte Santo Stefano, i tecnici bocciano il piano urbanistico agricolo. Ieri la riunione per valutare il progetto presentato dalla società Cosmo Energy.
Ma i documenti sono stati considerati non congrui. Ancora non è possibile però conoscere la motivazione, occorrerà attendere qualche giorno. Dopo l’approvazione del Pua il progetto sarebbe tornato in terza commissione, ma per ora incassa lo stop.
Alla Cosmo Energy restano due strade possibili: conoscere le ragioni del rigetto e presentare delle modifiche alla documentazione fornita, rispondendo alle perplessità dei tecnici del comune, oppure presentare ricorso.
Argomento che aveva sollevato perplessità in commissione la percentuale del 51% di propri scarti che l’azienda dichiarava di voler utilizzare per la produzione del biometano. Una percentuale alta alla luce del progetto che metteva in evidenza che l’azienda stessa avrebbe occupato la quasi totalità della propria estensione per la struttura.
Il progetto ha dato vita in queste settimane a una serie di scetticismi anche nel paese di Grotte Santo Stefano, dove si ritiene che l’impianto sia troppo vicino al centro abitato. Parliamo di un chilometro. La centrale in questione è in grado di produrre 50mila metri cubi di metano all’anno, ottenuti ‘’digerendo’’ 50mila tonnellate annue di biomasse.
Sabato 18 luglio alle 18, nella sala comunale di piazza dell’Unità, è in programma un’assemblea di cittadini proprio per aprire un ragionamento sulla centrale. A rendere scettici gli abitanti la paura degli odori e dell’aumento del traffico pesante.
Paure su cui nei giorni scorsi erano intervenuti alcuni soci della Cosmo Energy dando rassicurazioni: “Si tratta di un impianto di piccole-medie dimensioni e non ci saranno emissioni di odori né un traffico eccessivo di mezzi pesanti”.


















