Centrale a biometano di Grotte, giovedì prima riunione del comitato per il no
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Giovedì la prima riunione del neocostituito comitato per il no alla centrale a biometano di Grotte Santo Stefano. Un comitato nato dall'assemblea pubblica organizzata, con successo di presenze, lo scorso sabato dal Pd di Grotte Santo Stefano e dai consiglieri comunali dem Marco Volpi e Augusta Boco.

Centrale a biometano di Grotte Santo Stefano, un nutrito gruppo di cittadini si mette di traverso alla realizzazione della struttura. Il progetto della Cosmo Energy, realtà con sede in Umbria, non convince molti abitanti della frazione viterbese. Giovedì la prima riunione del costituito comitato per il no.

Sabato scorso in molti sono intervenuti all’assemblea pubblica, convocata dal circolo locale del Partito Democratico e dai consiglieri del territorio Marco Volpi e Augusta Boco. Piena la sala dell’ex circoscrizione in piazza dell’Unità, con tanti che hanno dovuto ascoltare da fuori. Presenti sul posto anche alcuni rappresentanti della Cosmo Energy, che hanno tentato di illustrare il proprio punto di vista e fornire informazioni. Atteggiamento considerato tardivo, o comunque fuori tempo massimo, dalla maggioranza dei presenti.

L’aspetto più contestato del progetto è la vicinanza dall’abitato del paese, circa un chilometro. Questione che fa preoccupare molti per possibili odori e per un possibile eccessivo incremento del traffico veicolare. Dalla Cosmo Energy, già nei giorni scorsi attraverso la stampa, ci tengono a sottolineare che l’ipotesi di una fuga di odori non è contemplata e che il traffico si limiterà a due, massimo tre, mezzi pesanti al giorno.

Il progetto è al momento fermo negli uffici comunali, dove ha subito lo stop dei tecnici comunali chiamati a valutarlo. Non convincono alcune questioni tecniche. Alla Cosmo Energy la possibilità di fornire ulteriori chiarimento oppure di presentare ricorso allo stop. Attese a giorni le motivazioni della decisione del Comune.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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