Cento metriquadri di bar nel cuore di Valle Faul, due gare deserte. Ora il Comune può giocare la carta dell'affidamento diretto
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La struttura era stata realizzata nel 2015 con i soldi del Plus ma poi era stata lasciata andare alla malora e mai utilizzata. Tanto che è stato necessario spendere nuovi soldi pubblici per ripristinare le condizioni di utilizzo.

VITERBO – Nel cuore di Valle Faul c’è un bar. Meglio: c’è un bar potenziale. In sostanza esiste la struttura, di proprietà comunale e rimessa a nuovo con 353.160 euro di fondi PNRR, ma in cerca di gestore.

Palazzo dei Priori, nei mesi scorsi, l’ha messo a gara per ben due volte ma sono andate entrambe deserte. Ora il Comune potrebbe decidere di giocare la carta dell’affidamento diretto. Il bar ha una superfice di cento metriquadri e subito dietro si trovano una serie di bagni pubblici.

La struttura era stata realizzata nel 2015 con i soldi del Plus ma poi era stata lasciata andare alla malora e mai utilizzata. Tanto che è stato necessario spendere nuovi soldi pubblici per ripristinare le condizioni di utilizzo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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