Cento associazioni si riuniscono su "L'isola che non c'è"
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Un forum nel quale le associazioni mettono in circolo idee e storie attorno a quattro aree tematiche: cultura, territorio, servizi sociali e trasporti.

Domenica alle terme Salus arriva “L’isola che non c’è”, il forum per le associazioni curato da Fondazione con l’obiettivo di aprire un luogo di incontro dove mettere in circolo le idee e le storie. “Un’idea nata dalla quotidianità – spiega il magister dell’operazione Gian Maria Santucci -, per fare emergere il volto migliore di Viterbo e della Tuscia. Quello delle associazioni e delle buone pratiche che nel territorio esistono ma che fanno difficoltà a mettersi in rete e a essere comunicate”.

Un palco centrale e un corner dove saranno raccolte le interviste di tante associazioni, circa un centinaio le realtà che si sono accreditate. Ognuno pronto a portare la propria esperienza e idee per il presente e il domani. “Mi scuso dall’inizio – continua Santucci – perché non ci sarà abbastanza tempo per dire tutto, ma questa di domenica è la tappa zero di un lungo cammino di confronto, incontro e scambio. Non a caso abbiamo scelto come slogan della manifestazione ‘E’ solo l’inizio’ “. Cultura e scuola, promozione e gestione del territorio, servizi sociali e sanità, trasporti. Sono queste le quattro aree tematiche su cui si svilupperà l’incontro. Il tutto in diretta radio e in streaming sul web, in maniera da poter raggiungere, interessare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone.

Tra i nomi che saliranno sul palco centrale e hanno dato conferma della propria presenza il commissario del Consorzio Biblioteche Paolo Pelliccia, Alfonso Antoniozzi, Gian Maria Cervo di QdA, Massimiliano Capo di Medioera, Laura Calcagnini (Aforsat), Lucio Matteucci di Viterbo Civica, il presidente della Provincia Mauro Mazzola, i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Daniele Sabatini. Un melting pot di istituzioni, associazioni e cittadini.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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