Cento anni dalla nascita di Alfio Pannega, Anpi propone al Comune la realizzazione di una Casa Museo dedicata al poeta
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Prevista una commemorazione di Alfio Pannega al cimitero di Viterbo il 30 aprile, nell'anniversario della scomparsa e l'intitolazione ad Alfio Pannega, l'8 maggio, dell'Emporio solidale" nel quartiere di Santa Barbara.

VITERBO – Cento anni dalla nascita di Alfio Pannega, in programma una serie di iniziative per ricordare il poeta viterbese. 

Prevista una commemorazione di Alfio Pannega al cimitero di Viterbo il 30 aprile, nell’anniversario della scomparsa e l’intitolazione ad Alfio Pannega, l’8 maggio, dell’Emporio solidale” nel quartiere di Santa Barbara promosso dall’associazione di volontariato “Viterbo con Amore”.

Per San Pellegrino in Fiore prevista la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Allora ero giovane pure io” ad Alfio Pannega dedicato, realizzato dal regista e attore Pietro Benedetti.

L’Anpi provinciale, in questi giorni, ha inviato a Palazzo dei Priori una lettera dove fa una serie di altre richieste, in linea con quanto già discusso proprio con il Comune. Tra queste la collocazione di una lapide commemorativa sulla facciata della casa a ridosso di Porta Faul in cui Alfio Pannega visse a lungo.

Ma sono tante altre le iniziative di cui Anpi, con altre associazioni, si stanno facendo promotori: rappresentazione, particolarmente nelle scuole, dello spettacolo teatrale “Allora ero giovane pure io”, ad Alfio Pannega dedicato; raccolta e catalogazione della documentazione di e su Alfio Pannega (fotografie, registrazioni audio e video, manoscritti e memorabilia, testimonianze e omaggi) attualmente dispersa tra varie persone, associazioni ed istituzioni per costituire un “Archivio Alfio Pannega” di pubblica consultazione; realizzazione di una mostra multimediale da esporre dapprima a Viterbo e poi anche altrove; realizzazione di un concerto e/o di una festa popolare; realizzazione di una pubblicazione che riprenda, consistentemente ampliandolo ed arricchendolo, il volume di e su Alfio Pannega già edito nel 2010; realizzazione di iniziative commemorative nelle scuole, all’università, nelle biblioteche e nei centri culturali, di aggregazione sociale e d’impegno civile; realizzazione di un sito internet ad Alfio Pannega dedicato, e realizzazione altresì di pagine web ad Alfio Pannega dedicate nei siti di varie associazioni ed istituzioni che siano interessate e disponibili ad ospitarne la memoria; per il 21 settembre (centenario della nascita) realizzazione di una commemorazione pubblica in Comune, preferenzialmente a Palazzo dei Priori (nella cui Sala Regia Alfio Pannega su invito del Comune tenne una indimenticabile “lectio magistralis” nel 2010).

Oltre alla collocazione di una lapide commemorativa sulla facciata della casa a ridosso di Porta Faul in cui Alfio visse a lungo, Anpi ha formulato al Comune la proposta dell’intitolazione di un luogo pubblico ad Alfio Pannega (ad esempio in uno spazio ancora privo di denominazione specifica nell’area di Valle Faul). Infine è stata avanzata l’idea di realizzare una “Casa-museo Alfio Pannega” (in cui eventualmente potrebbe essere conservato anche l'”Archivio Alfio Pannega”), preferenzialmente nella casa a ridosso di Porta Faul in cui Alfio visse a lungo (o in uno degli altri edifici recentemente recuperati e ristrutturati siti in Valle Faul).

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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