Cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, Montefiascone organizza una giornata per ricordare
prima guerra mondiale
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Venerdì 26 gennaio l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, Sezione di Montefiascone, ha organizzato presso la scuola Media Alessandro Manzoni, una giornata di ricordo in occasione dei 100 anni della fine della prima guerra mondiale. 

Venerdì 26 gennaio l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, Sezione di Montefiascone, ha organizzato presso la scuola Media Alessandro Manzoni, una giornata di ricordo in occasione dei 100 anni della fine della prima guerra mondiale. 

Per l’occasione verrà ripresentato alle classi terze il volume di Nando Onofri “Montefiascone e la Grande Guerra”, in cui si ripercorre la storia dei valorosi soldati montefiasconesi partiti per il fronte nel corso della Grande Guerra. Nel volume vi è anche una dettagliata analisi storica anche tramite la corrispondenza dal fronte.

Il lavoro di Nando Onofri edito nel 2015, si è concentrato anche sui fatti che sono accaduti a Montefiascone dal 1915 al 1918, soffermandosi sulla povertà con la carenza di farina, granturco, pane e pasta, fino ad arrivare al terremoto del 1917 e all’epidemia di spagnola. Inoltre il libro ripercorre la storia e i fatti del monumento ai caduti ubicato nel prato giardino di Montefiascone.

Il Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, Sezione di Montefiascone,  ringrazia la dirigente dell’Istituto Comprensivo Anna Molinaro, Prof.ssa Anna Grazia Pieragostini,  per la disponibilità allo svolgimento dell’evento e per la particolare attenzione alla tematica trattata. Il presidente della Sezione Gianfranco Lanzi e il vicepresidente Mario Tofanicchio aggiungono: “L’obiettivo dell’incontro è quello di far rivivere e far conoscere alla giovani generazioni le gesta ed il sacrificio dei concittadini montefiasconesi che sono partiti per il fronte durante la prima guerra mondiale sacrificando anni della loro gioventù ed anche la loro vita”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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