Centinaia di ettari di vigneti e frutteti "bruciati" dal gelo nella Valle del Tevere
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“Per alcune varietà posso già affermare che si è perso tra il 50 e l’80% del raccolto. Centinaia di aziende vinicole sono in ginocchio, dovranno dire addio a importanti quantitativi di grechetto e di vermentino per i vini bianchi e addio ad altrettanti quantitativi di sangiovese e aleatico" Così Leonardo Belcapo.

Bruciati centinaia di ettari di vegetazione nella Valle del Tevere. Danni ingentissimi soprattutto a viticoltura e frutteti, raccolti compromessi. A causare il danno la gelata dello scorso venerdì notte.

“Ci eravamo salvati, pensavamo di averla scampata e invece la gelata caduta nella notte tra venerdì e sabato, soprattutto nei comuni della Valle del Tevere e in particolare in quelli che si trovano a meno di 250 metri sotto il livello del mare, è stata disastrosa. Gli effetti sono stati a dir poco devastanti”. È il commento di Leonardo Belcapo, produttore vitivinicolo e presidente dell’Enoteca provinciale della Tuscia, dopo il sopralluogo concluso in mattinata su centinaia di ettari di vigne e altrettanti coltivati a frutta, soprattutto nella zona dei comuni di Bomarzo e Montefiascone dove si produce kiwi.

“Per alcune varietà posso già affermare che si è perso tra il 50 e l’80% del raccolto. Centinaia di aziende vinicole sono in ginocchio, dovranno dire addio a importanti quantitativi di grechetto e di vermentino per i vini bianchi e addio ad altrettanti quantitativi di sangiovese e aleatico.

Nutriamo speranze di salvare almeno il trebbiano, che è tardivo. Il gelo ha colpito le prime gemme spuntate a seguito del risveglio invernale. La sola consolazione è che le piante si sono salvate – aggiunge Belcapo – e riusciranno a sopravvivere, ma gran parte dei frutti è irrimediabilmente persa”.

“Le conseguenze del crollo della produzione – aggiunge Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo – si scaricheranno sui redditi dei produttori che conferiscono alle grandi cantine e andrà in crisi tutto il sistema degli imbottigliatori della Tuscia. Il settore subirà un colpo durissimo, di fronte al quale dovremo reagire con contromisure adeguate”.

“Stiamo concludendo la fase degli accertamenti per avere contezza dei danni causati dalla gelata di venerdì notte, che comunque appaiono sin da ora ingenti, dell’ordine di milioni di euro. Completata la verifica – anticipa il direttore della Coldiretti di Viterbo, Alberto Frau – non è escluso che chiederemo il riconoscimento della calamità naturale e, contemporaneamente, anche un abbattimento degli interessi sui prestiti in corso e sgravi contributivi per dare ossigeno a due settori, frutticolo e vitivinicolo, oggi in evidente sofferenza”.

 

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