
Sulla situazione della cremazione nel cimitero viterbese, nei giorni scorsi è intervenuta Linda Natalini, presidente dell’associazione viterbese per la cremazione.” In questi ultimi giorni è deceduto un cittadino, socio dell’Associazione viterbese per la cremazione, all’atto dell’iscrizione aveva manifestato e sottoscritto la sua volontà di essere disperso nel Giardino della memoria del cimitero di Viterbo. Vista la situazione la sua urna andrà ad ingrossare le fila delle urne con ceneri in attesa di essere disperse, visto che il giardino, ultimato, ancora non può essere utilizzato perché manca l’ennesimo passaggio in commissione consiliare e poi in consiglio comunale”.
“Attualmente le urne in attesa sono 17 – continua la Natalini – e molte più erano in precedenza, prima che i parenti dei defunti, stanchi per l’attesa, avessero provveduto a ritirarle. Diciassette cittadini che avevano manifestato una volontà, disattesa per le lungaggini burocratiche e gli effetti delle varie crisi e rimpasti dell’attuale amministrazione. Sparare sulla giunta Michelini, ormai assomiglia a sparare sulla Croce Rossa e ne avremmo fatto volentieri a meno, ma la pazienza ha un limite, il nostro compito istituzionale non ci permette di aspettare ancora in silenzio, anche se la nostra azione di pungolo in questi mesi è stata costante”.
L’associazione ha infatti combattuto per alcuni diritti dei viterbesi e dei cittadini della provincia: “Abbiamo protestato per alcuni passi del regolamento che sono stati emendati in quarta commissione e per le tariffe di ingresso al cimitero, ottenendo che, perlomeno per i viterbesi l’ingresso fosse gratuito. Ma noi parliamo a nome di tutti, viterbesi e non e pensare che chi non è residente nella nostra provincia debba pagare un prezzo salato per entrare al cimitero senza poter usufruire di un servizio che aveva richiesto (la dispersione nel Giardino della memoria) ci fa veramente montare su tutte le furie”.
“La cremazione e la dispersione delle ceneri – dicono dall’associazione – è una scelta che tutela il territorio e permette che non ne sia consumato, è salvaguardata e garantita dalla legge 130 che, guarda caso, impone ai comuni la sua implementazione, ma nella delibera riguardante le tariffe si dice addirittura che non è più necessario incrementare la cremazione a Viterbo, visto che i numeri sono aumentati notevolmente (come dire che un’azione positiva che ha portato benefici deve essere abbandonata perché è stata troppo efficace!), e questo , quindi in contrasto con lo spirito della legge nazionale”.


















