Cena in cantina per la solidarietà
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Grande galà della solidarietà a Canepina ieri sera. Il ricavato devoluto ai progetti dell'associazione Viterbo con Amore.

Una cena in cantina all’insegna della solidarietà. Si è svolto ieri sera l’ormai tradizionale cena a favore dell’associazione Viterbo con Amore, fortemente voluta dal Comune di Canepina e organizzata con la preziosa collaborazione del Comitato Festeggiamenti di Santa Corona e della Pro Loco. Durante l’evento è stato presentato al pubblico e alla stampa il programma delle Giornate della Castagna 2015 giunte, ormai, alla trentaquattresima edizione e inserite nel cartellone delle Feste della Castagna della Tuscia promosso dalla Camera di Commercio di Viterbo.

Tra gli ospiti della serata il consigliere regionale Enrico Panunzi, che da sindaco di Canepina diede inizio con l’allora presidente di Viterbo con Amore, Pino Genovese, alla tradizione. I proventi della cena, in cui sono stati serviti piatti tipici della cucina canepinese, saranno devoluti ai progetti di solidarietà di Viterbo con Amore , la onlus che da quasi quindici anni promuove iniziative artistiche, sociali e culturali per sensibilizzare la comunità sui valori della pace e della solidarietà e ha realizzato oltre cento progetti a favore di varie associazioni di volontariato.

Le Giornate della Castagna 2015 si svolgeranno a partire da sabato 10 ottobre fino a domenica 25 ottobre, durante i fine settimana,e con un’appendice il 31 ancora nel segno della solidarietà, con la cena a sostegno della sezione Aism di Viterbo e all’Associazione Bambino Cardiopatico. Un intenso mese di manifestazioni culturali, folcloristiche, artistiche e musicali, accompagnate dalle immancabili distribuzioni gratuite di caldarroste e dai piatti della tradizione culinaria canepinese che si potranno degustare presso le caratteristiche cantine del paese.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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